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D.Lgs. 267/2000 — Sezione Sesta Civile

Altri anni per D.Lgs. 267/2000

Canone occupazione spazi pubblici: abusività contro sanzioni
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società pubblicitaria contro l'avviso di accertamento emesso per il pagamento del Canone occupazione spazi pubblici (COSAP) e delle relative sanzioni. La società aveva installato impianti pubblicitari senza una valida concessione comunale, configurando un'occupazione abusiva. I giudici hanno chiarito che l'onere di provare l'esatta superficie occupata non grava sull'ente creditore se la contestazione viene sollevata tardivamente solo in appello. Inoltre, la sanzione per occupazione abusiva è pienamente legittima in mancanza di un titolo autorizzativo valido. La società è stata quindi condannata al pagamento del canone, delle sanzioni e delle spese di giudizio.
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Ingiustificato arricchimento: il Comune deve rimborsare il sindaco
Un avvocato ha chiesto il pagamento delle sue spettanze professionali ad alcuni ex amministratori comunali per un'attività svolta a favore del Comune, ma senza un regolare contratto scritto. Gli amministratori, condannati a pagare di tasca propria, hanno chiesto di essere rimborsati dal Comune tramite l'azione di ingiustificato arricchimento. Il Tribunale ha rigettato la domanda ritenendo che la condanna degli amministratori escludesse l'ingiustizia del loro impoverimento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso degli amministratori, stabilendo che l'amministratore locale condannato a pagare un professionista può rivalersi sul Comune. L'ente pubblico ha infatti beneficiato della prestazione senza versare un corrispettivo, configurando così un ingiustificato arricchimento ai danni dell'amministratore stesso.
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Compensi dell’avvocato: il Comune deve pagare la difesa
Un avvocato ha chiesto il pagamento dei compensi dell'avvocato per l'attività di difesa svolta a favore di un Comune in alcune cause di lavoro. Il Comune si è opposto, sostenendo che le delibere di affidamento dell'incarico fossero nulle perché prive dell'indicazione della copertura finanziaria e del relativo impegno contabile. Il Tribunale ha dato ragione al professionista, rideterminando il credito. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso del Comune inammissibile. I giudici hanno chiarito che, per gli incarichi di difesa in giudizio, non è necessaria la previa indicazione della spesa specifica, poiché l'onere economico è incerto e le spese vengono imputate a un capitolo generale del bilancio comunale. Il Comune perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Contratto firmato ma senza fondi: nullità del contratto pubblico
Un'impresa esegue lavori per un Comune, ma il contratto viene dichiarato nullo per mancanza del preventivo impegno di spesa e della copertura finanziaria. La Corte d'Appello rigetta la domanda di pagamento dell'impresa. Quest'ultima ricorre in Cassazione, lamentando anche il mancato esame della richiesta subordinata di indennizzo per ingiustificato arricchimento. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando la nullità del contratto pubblico. La Corte stabilisce che la mancanza di copertura finanziaria determina la nullità del contratto pubblico, escludendo l'affidamento incolpevole del privato. Inoltre, la domanda subordinata di indennizzo si considera rinunciata se non viene riproposta in appello in modo specifico, non bastando un generico richiamo alle difese del primo grado. L'impresa perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Azione popolare e tutela dei beni demaniali
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'azione popolare esercitata da alcuni cittadini contro privati che avevano occupato una via comunale con un terrazzino. La decisione ribadisce che l'inerzia iniziale del Comune giustifica l'intervento dei cittadini, anche se l'ente locale si attiva in un momento successivo all'introduzione del giudizio. Il ricorso dei privati è stato dichiarato inammissibile a causa della presenza di una doppia conforme e della produzione tardiva di documenti in appello, non ammissibile secondo le norme procedurali vigenti.
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