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D.Lgs. 267/2000 — Sezione Prima Penale

Altri anni per D.Lgs. 267/2000

Falsità ideologica: condanna definitiva per il falso innocuo
Il Segretario Generale di un Comune e un Assessore sono stati condannati per il reato di falsità ideologica in atto pubblico. Il Segretario aveva falsamente attestato nel verbale di una seduta di Giunta che l'Assessore si era allontanato, mentre quest'ultimo aveva partecipato e votato a favore. La difesa ha sostenuto la tesi del falso innocuo, poiché la delibera sarebbe stata comunque valida anche senza il voto dell'Assessore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, stabilendo che il verbale di Giunta possiede un'autonoma funzione probatoria. Di conseguenza, l'alterazione della verità storica lede direttamente la fede pubblica e l'affidamento dei terzi, escludendo l'innocuità del falso. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità: condannato gestore
Il Gestore di un locale notturno è stato condannato per il reato di inosservanza dei provvedimenti dell'autorità per non aver rispettato un'ordinanza urgente del Sindaco. Il provvedimento imponeva la sospensione della musica notturna fino alla taratura degli impianti acustici per tutelare l'ordine pubblico e la salute. Il Gestore ha fatto ricorso sostenendo che la violazione dovesse essere punita solo con una sanzione amministrativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna penale. I giudici hanno chiarito che, trattandosi di un'ordinanza contingibile e urgente emessa dal Sindaco come ufficiale del Governo per un'emergenza acustica, non si applicano le sanzioni amministrative ordinarie. Di conseguenza, il mancato rispetto dell'ordine sindacale configura pienamente il reato contestato.
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