Un militare svolgeva l'attività di cameriere nei fine settimana senza autorizzazione, intestando i compensi ai familiari per nascondere il doppio lavoro. Accusato di truffa militare, era stato condannato nei primi gradi di giudizio poiché il suo silenzio aveva impedito all'amministrazione di recuperare le somme indebitamente percepite. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio perché il fatto non sussiste. I giudici hanno stabilito che la mancata attivazione di una procedura di recupero crediti non costituisce un danno patrimoniale diretto ed effettivo per lo Stato, elemento essenziale per configurare il reato. Di conseguenza, il militare è stato assolto.
Continua »