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D.Lgs. 150/2011

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Distacco illecito: la conferma della sanzione in appello
Una società di autotrasporti impugna una sentenza che conferma le sanzioni per distacco illecito di lavoratori e per comunicazione di assunzione tardiva. La Corte d'Appello ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'operazione non costituiva un distacco legittimo basato su un interesse specifico del datore di lavoro distaccante, bensì una somministrazione illecita di manodopera a scopo di lucro. La Corte ha inoltre confermato la sanzione per la comunicazione tardiva, provata dal fatto che il lavoratore era stato trovato al lavoro prima della data di inizio dichiarata.
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Notifica PEC PA: costituzione tardiva e preclusioni
Un ente previdenziale si oppone a una sentenza che ha annullato una sua ordinanza-ingiunzione. Il motivo dell'annullamento in primo grado è stata la costituzione tardiva dell'ente, causata da una presunta irregolarità della notifica PEC PA. La Corte d'Appello conferma la decisione: la notifica all'indirizzo del registro IPA era valida, data l'assenza di un domicilio digitale nel RegIndE. Di conseguenza, la costituzione tardiva ha comportato la preclusione dal depositare prove, rendendo impossibile per l'ente dimostrare il proprio credito.
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Onere prova segnalazione autovelox: chi deve provare?
Un automobilista multato per eccesso di velocità contestava l'inadeguatezza della segnaletica dell'autovelox. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in tema di onere prova segnalazione autovelox, spetta al cittadino dimostrare la concreta inidoneità e scarsa visibilità del cartello di preavviso, non alla Pubblica Amministrazione. Se la segnaletica è presente, la sua presunta inadeguatezza deve essere provata da chi si oppone alla multa.
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Strada uso pubblico: quando si applica il C.d.S.?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una multa per violazione del Codice della Strada è legittima anche su un'area di proprietà privata, se questa è di fatto una strada uso pubblico. Nel caso specifico, un cittadino aveva impugnato una sanzione per sosta in area di intersezione, sostenendo la natura privata della strada. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando che la destinazione all'uso indiscriminato da parte della collettività prevale sul titolo di proprietà. La prova dell'uso pubblico è stata desunta dall'inserimento della via negli elenchi comunali e dall'esecuzione di lavori di manutenzione pubblica.
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Prova presuntiva: la valutazione globale degli indizi
Un investitore viene sanzionato dall'Autorità di Vigilanza per insider trading sulla base di una prova presuntiva. La Corte d'Appello annulla la sanzione, esaminando ogni indizio separatamente e ritenendolo non sufficiente. La Corte di Cassazione cassa questa decisione, stabilendo che il metodo corretto per la prova presuntiva richiede una valutazione globale e sintetica di tutti gli elementi combinati. La Suprema Corte ha affermato che l'errore del giudice di secondo grado è stato quello di limitarsi a una valutazione 'atomistica' degli indizi, senza procedere alla loro valutazione complessiva, unica via per accertare se, dalla loro combinazione, potesse emergere una valida prova. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Compenso curatore eredità giacente: guida della Cass.
La Cassazione chiarisce i criteri per determinare il compenso del curatore di eredità giacente. Viene esclusa l'applicazione analogica delle tariffe del curatore fallimentare, affermando l'obbligo del giudice di liquidare il compenso secondo un "prudente apprezzamento", valutando l'attività svolta, anche in assenza di una specifica richiesta del professionista. Il caso riguardava un compenso ritenuto irrisorio per l'amministrazione e la liquidazione di un patrimonio ereditario.
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Motivazione apparente appello: la Cassazione annulla
Una tassista si opponeva a delle multe ricevute in aeroporto. La sua opposizione veniva respinta in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello per 'motivazione apparente', in quanto i giudici di secondo grado si erano limitati a dichiarare di condividere la decisione del primo giudice, senza analizzare in modo specifico i motivi di gravame. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Prova indiziaria: Cassazione su abuso di informazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32829/2023, ha annullato una decisione della Corte d'Appello in un caso di abuso di informazioni privilegiate. La Corte ha stabilito che la prova indiziaria, basata su un insieme di elementi gravi, precisi e concordanti, è lo strumento principale per accertare tale illecito. La Cassazione ha respinto la tesi secondo cui una presunzione non può basarsi su un'altra presunzione (divieto di 'praesumptio de praesumpto'), affermando che la valutazione degli indizi deve essere complessiva e sintetica, non frammentata.
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Compenso avvocato: come si calcola senza accordo
Un avvocato ha citato in giudizio un suo ex cliente per il mancato pagamento delle proprie competenze professionali. In assenza di un accordo scritto sul compenso, il Tribunale ha stabilito l'importo dovuto applicando i parametri ministeriali medi previsti dal D.M. 55/2014. La sentenza ribadisce la presunzione di onerosità della prestazione legale e chiarisce che il legale deve solo provare l'incarico e l'attività svolta, mentre spetta al cliente dimostrare un eventuale accordo di gratuità. Il giudice ha parzialmente ridotto la richiesta del legale, non riconoscendo le spese di mediazione per mancata prova del pagamento.
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Patrocinio a spese dello Stato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32743/2023, ha annullato un provvedimento che revocava il patrocinio a spese dello Stato e negava il compenso all'avvocato. La Corte ha stabilito che la richiesta di liquidazione del compenso non è soggetta a un termine di decadenza e può essere presentata anche dopo la fine della causa. Inoltre, ha affermato che il giudice ha il potere-dovere di acquisire i documenti mancanti, non potendo rigettare l'istanza per mere questioni formali.
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Adozione coppia omogenitoriale: via libera dalla Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune italiano contro la decisione della Corte d'Appello di trascrivere una sentenza spagnola. Tale sentenza riconosceva l'adozione piena di due minori, cittadini italiani, da parte della partner della loro madre biologica, con cui era unita in matrimonio all'estero. I minori erano nati da procreazione medicalmente assistita. La Corte ha stabilito che la competenza spetta alla Corte d'Appello e che il riconoscimento di tale adozione da coppia omogenitoriale non è contrario all'ordine pubblico, poiché prevale il 'best interest of the child', ovvero il superiore interesse del minore a mantenere la stabilità dei legami familiari già consolidati.
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Indennità di asservimento: rito e calcolo Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di indennità di asservimento per un metanodotto. Viene confermato che la procedura corretta per contestare l'importo è il rito sommario di cognizione davanti alla Corte d'Appello, e non il rito ordinario. La Corte ribadisce inoltre che le valutazioni quantitative dell'indennità, compiute dal giudice di merito anche tramite CTU, costituiscono un accertamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivate. Il ricorso dei proprietari del terreno è stato quindi rigettato.
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Discriminazione NCC: Cassazione annulla multa a Venezia
Una società di trasporto acqueo si opponeva a una sanzione del Comune per violazione delle norme di accesso alla ZTL. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, ritenendo illegittima l'ordinanza comunale. La Corte ha stabilito che la normativa locale creava una ingiustificata discriminazione NCC, trattando diversamente gli operatori con licenza rilasciata da altri comuni rispetto a quelli locali. Questo trattamento differenziato viola i principi di concorrenza e supera i poteri regolamentari del Comune.
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Protezione internazionale: appello inammissibile
Un cittadino straniero si oppone a un decreto di espulsione, sostenendo di aver già richiesto la protezione internazionale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché l'appellante non ha fornito nel ricorso stesso le prove concrete e i dettagli essenziali della presunta domanda di protezione, violando il principio di autosufficienza.
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Espulsione migrante soccorso illegittima se controllato
La Cassazione ha annullato un'espulsione migrante soccorso in mare, chiarendo che se l'individuo viene identificato dalle autorità al momento dello sbarco, non si può parlare di 'sottrazione ai controlli di frontiera'. L'ordine di espulsione, basato su questo presupposto errato, è illegittimo, così come il conseguente trattenimento.
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Mancata comparizione espulsione: il giudice decide
La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di opposizione a un decreto di espulsione. Anche in caso di mancata comparizione espulsione della parte ricorrente all'udienza, il Giudice di Pace non può dichiarare estinto il giudizio. Data la natura speciale del procedimento, che incide sulla libertà personale, il giudice ha l'obbligo di decidere nel merito della questione. L'assenza non equivale a una rinuncia all'azione legale.
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Decreto di espulsione: la domanda di protezione dopo
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione, sostenendo di voler richiedere la protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione del giudice precedente si basava su due ragioni autonome: il ricorrente non aveva formalizzato la domanda e, in ogni caso, una domanda successiva al decreto di espulsione ne sospende solo l'efficacia, senza annullarlo. Poiché il ricorrente ha contestato solo la prima ragione, lasciando intatta la seconda, il ricorso è stato respinto per difetto di interesse.
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Rappresentanza apparente: l’affidamento del terzo
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi ai soci di una società estinta, basandosi su un accordo non stipulato dai legali rappresentanti. Il tribunale aveva respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione, affermando che il giudice di merito ha errato nel non valutare a fondo l'esistenza di una rappresentanza apparente e della possibile ratifica dell'accordo da parte dei soci, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza avverso un'ordinanza di un Tribunale che aveva rigettato un'eccezione di incompetenza. La decisione si fonda sul fatto che il provvedimento impugnato non aveva carattere definitivo, essendo stato emesso 'allo stato' e senza la previa precisazione delle conclusioni. La Corte ribadisce che il regolamento di competenza è esperibile solo contro pronunce che risolvono la questione in modo inequivocabile e non interlocutorio.
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Appello protezione internazionale: salvo con citazione
Un cittadino straniero si è visto negare la protezione internazionale. Ha appellato la decisione del Tribunale, ma la Corte d'Appello ha dichiarato l'impugnazione inammissibile perché proposta con atto di citazione depositato fuori termine, invece che con ricorso. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che, in base al principio di 'prospective overruling', il richiedente aveva fatto legittimo affidamento su una prassi precedente. Pertanto, l'appello protezione internazionale è stato considerato tempestivo basandosi sulla data di notifica dell'atto, non sul deposito, e il caso è stato rinviato per essere giudicato nel merito.
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