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D.L. 92/2008

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Inosservanza ordine del Questore: quando è reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per inosservanza ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale. La Corte ha stabilito che la condizione di indigenza non costituisce un giustificato motivo per non ottemperare all'ordine e che le attenuanti generiche possono essere negate anche solo in assenza di elementi positivi a favore dell'imputato, confermando la condanna.
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Attenuanti generiche: no a elementi non positivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati in materia di armi. La Corte ha confermato che, dopo la riforma del 2008, le attenuanti generiche non possono essere concesse solo sulla base dell'assenza di precedenti penali. È necessaria la presenza di elementi positivi che giustifichino una riduzione della pena, la cui assenza, unita a precedenti penali, legittima il diniego del beneficio da parte del giudice.
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Confisca di prevenzione: Cassazione su revoca e eredi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi di un soggetto destinatario di una confisca di prevenzione, i quali ne chiedevano la revoca sulla base di successive assoluzioni in altri procedimenti penali. La Suprema Corte ha ribadito che la confisca di prevenzione è una misura di sicurezza patrimoniale, non una sanzione penale, e quindi non è soggetta al principio di irretroattività. Ha inoltre chiarito che le assoluzioni per specifici reati non sono sufficienti a invalidare un giudizio di pericolosità sociale basato su un quadro complessivo e prolungato di attività illecite.
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Concordato in appello: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione sottolinea che, una volta accettato l'accordo sulla pena, non è più possibile contestare la sua quantificazione o la motivazione, a meno che la sanzione non sia palesemente illegale. Il caso riguardava reati di associazione di stampo mafioso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza di concordato in appello per furto aggravato. La decisione ribadisce che, dopo l'accordo sulla pena, i motivi di ricorso sono limitati a vizi della volontà, illegalità della pena o difformità della pronuncia rispetto all'accordo, escludendo censure sulla motivazione della responsabilità o sull'entità della sanzione concordata.
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Falsa autocertificazione: il reato è ex art. 495 c.p.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3015/2025, ha stabilito che dichiarare falsamente di non avere precedenti penali in un'autocertificazione destinata a un ente pubblico integra il reato più grave di cui all'art. 495 c.p. (Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale su qualità personali). La Corte ha rigettato la tesi difensiva che mirava a riqualificare il fatto nel reato meno grave previsto dall'art. 483 c.p. (Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico), chiarendo che l'assenza di condanne penali costituisce una "qualità personale" del dichiarante e non un mero "fatto".
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