La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per il reato di traffico illecito di rifiuti. Il caso riguardava un'azienda agricola che gestiva sottoprodotti di origine animale miscelandoli sistematicamente con materiali inquinanti come plastica e vetro, per poi utilizzarli come fertilizzante o mangime. La Corte ha stabilito che la presenza di contaminanti trasforma il sottoprodotto in rifiuto e che l'onere di provare la regolarità della gestione spetta all'indagato.
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