LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.L. 18/2020 — Sezione Terza Penale

Altri anni per D.L. 18/2020

Prescrizione del Reato: Errore nel Calcolo Salva l’Imputato
Un amministratore unico è stato condannato per aver utilizzato crediti d'imposta inesistenti. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, ma ha calcolato erroneamente i periodi di sospensione della prescrizione del reato. La Cassazione ha rilevato che la sospensione per legittimo impedimento del difensore di un coimputato era stata conteggiata per un periodo eccessivo e che la sospensione legata all'emergenza Covid-19 non era applicabile al caso specifico. Di conseguenza, il reato era già estinto per prescrizione al momento della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha annullato la condanna senza rinvio.
Continua »
Spaccio di Stupefacenti: Condanna Annullata per Prescrizione del Reato
Un Lavoratore è stato condannato in appello per un reato legato allo spaccio di stupefacenti, commesso nel 2012. La Corte d'Appello aveva rideterminato la sua pena. Tuttavia, il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse ormai estinto per prescrizione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che, anche considerando le sospensioni, il termine massimo per la prescrizione del reato era scaduto prima della sentenza d'appello. La Corte ha quindi annullato la condanna senza rinvio, riconoscendo l'estinzione del reato per prescrizione.
Continua »
Prescrizione del reato e Covid: annullata la condanna
L'Imputato era stato condannato in primo grado per un reato di lieve entità in materia di stupefacenti commesso nel 2014. Nel giudizio di appello, i giudici hanno applicato la sospensione emergenziale dei termini previsti durante la pandemia Covid-19, ritenendo la condanna ancora tempestiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, stabilendo che la sospensione emergenziale non si applica nella fase di attesa del decreto di citazione in appello. La formula «senza ritardo» non costituisce infatti un termine perentorio di legge. Pertanto, la prescrizione del reato è maturata prima dell'udienza di secondo grado. La Cassazione ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato.
Continua »
Prescrizione del reato tributario: annullata la condanna
Il Legale Rappresentante di una società veniva condannato in appello per omesso versamento di ritenute e IVA. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando, tra i vari motivi, la mancata dichiarazione di estinzione dei reati per il decorso del tempo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando che la prescrizione del reato tributario era già maturata prima della sentenza d'appello. Non essendovi stata rinuncia alla causa estintiva, i giudici di legittimità hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando i reati estinti. Di conseguenza, l'esame dei motivi di merito relativi alla crisi aziendale e al concordato preventivo è rimasto precluso.
Continua »
Sospensione della prescrizione: no al blocco automatico Covid
L'Amministratore di una società, condannato per omesso versamento IVA, ha proposto ricorso in Cassazione eccependo l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte d'appello aveva calcolato una sospensione di 64 giorni legata all'emergenza Covid-19. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la sospensione della prescrizione durante la pandemia non opera in modo automatico per tutti i processi pendenti, ma richiede un'effettiva stasi processuale o la scadenza di termini specifici nel periodo emergenziale. Poiché nel caso in esame non vi erano udienze fissate né scadenze perentorie tra il 9 marzo e l'11 maggio 2020, il periodo di sospensione non poteva essere applicato. Di conseguenza, il reato si era già estinto prima della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la condanna per intervenuta prescrizione.
Continua »
Sospensione dei termini di custodia cautelare: carcere confermato
Un indagato, arrestato all'estero per gravi reati tra cui rapina e spaccio, ha richiesto la scarcerazione eccependo la scadenza dei termini massimi di detenzione. La difesa sosteneva l'inapplicabilità della sospensione dei termini legata all'emergenza Covid-19. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sospensione dei termini di custodia cautelare prevista dalla normativa emergenziale opera in modo automatico per legge. Tale blocco si estende anche ai termini delle indagini preliminari, prolungando legittimamente la durata della misura cautelare, salvo espressa richiesta contraria dell'indagato. Di conseguenza, l'indagato rimane in carcere.
Continua »
Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna e confisca
Il caso riguarda un Contribuente condannato nei gradi di merito per reati tributari commessi nel 2012. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa, rilevando che la prescrizione del reato si era già perfezionata prima della sentenza d'appello del 2022. I giudici chiariscono che la sospensione dei termini legata all'emergenza Covid-19 non si applica se non vi erano scadenze processuali effettive in corso. Di conseguenza, viene dichiarata l'estinzione del reato per prescrizione del reato e viene revocata la confisca per equivalente dei beni, in quanto la norma che la consente in caso di prescrizione non può essere applicata retroattivamente a fatti antecedenti al 2018.
Continua »
Prescrizione del reato edilizio: stop demolizione
La proprietaria di un immobile è stata condannata per abuso edilizio e violazione dei sigilli. La difesa ha impugnato la sentenza sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato edilizio, contestando il calcolo della sospensione dei termini legata all'emergenza COVID-19. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso su questo punto, rilevando che la sospensione straordinaria non si applica se non vi erano udienze fissate nel periodo di blocco. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la prescrizione del reato edilizio, annullando l'ordine di demolizione e riducendo la pena per la sola violazione dei sigilli.
Continua »
Frode nell’esercizio del commercio: condanna per mascherine false
Durante l'emergenza pandemica, L'Importatrice ha venduto mascherine KN95 e FFP3 con un marchio CE falso o privo di validazione INAIL. I giudici di merito l'hanno condannata per il reato di frode nell'esercizio del commercio. L'Importatrice ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la mancanza di dolo e l'assenza di un reale danno qualitativo, avendo effettuato controlli sui fornitori esteri. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che vendere dispositivi di protezione con certificazioni ingannevoli integra la frode nell'esercizio del commercio, poiché si simula una qualità di sicurezza inesistente. I dubbi dell'importatrice sulla regolarità dei documenti dimostrano l'accettazione del rischio (dolo eventuale). La condanna è confermata e L'Importatrice deve pagare le spese processuali.
Continua »
Dichiarazione fraudolenta: colpevole, ma la prescrizione lo salva
Un imprenditore è stato accusato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture emesse da società 'cartiere' per abbattere il reddito imponibile. Nonostante le prove schiaccianti, come l'anomalo andamento del fatturato e le modalità di acquisto sospette, la Corte di Cassazione ha annullato la condanna. La Corte ha infatti accolto il ricorso dell'imputato sul punto della prescrizione. Ha stabilito che il reato era già estinto prima della sentenza d'appello, poiché la sospensione dei termini processuali per l'emergenza Covid non era applicabile al suo caso specifico. L'imprenditore, pur ritenuto responsabile del meccanismo fraudolento, esce quindi dal processo senza una condanna definitiva.
Continua »
Prescrizione e sospensione COVID: la guida completa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata condannata per frode in commercio, confermando che la prescrizione non era maturata prima della sentenza d'appello. Il punto centrale della decisione riguarda l'applicazione della sospensione di 64 giorni prevista dalla normativa emergenziale COVID-19. Poiché il termine per il deposito della sentenza di primo grado scadeva durante il periodo di sospensione (marzo-maggio 2020), tale periodo deve essere aggiunto al termine ordinario di prescrizione. La Corte ha inoltre ribadito che l'inammissibilità del ricorso preclude la possibilità di rilevare d'ufficio eventuali cause estintive del reato maturate successivamente alla sentenza impugnata.
Continua »
Omessa dichiarazione: calcolo prescrizione e recidiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di omessa dichiarazione, rigettando il ricorso basato sulla presunta prescrizione del reato. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione decorre dal novantunesimo giorno successivo alla scadenza fiscale e che la recidiva reiterata aumenta legittimamente sia il termine base che quello massimo di proroga. Nel caso analizzato, l'applicazione corretta di questi criteri ha dimostrato che il reato non era ancora estinto, portando all'inammissibilità del ricorso.
Continua »
Prescrizione reato demaniale: stop con il sequestro
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione reato demaniale in relazione all'occupazione abusiva di uno spazio marittimo. Il caso riguardava la realizzazione di una struttura bar e di una pedana su suolo pubblico senza concessione. I giudici hanno stabilito che, trattandosi di un reato permanente, il termine per la prescrizione reato demaniale inizia a decorrere dal momento in cui cessa la condotta illecita. Nel caso specifico, il sequestro delle opere ha interrotto la permanenza, determinando il 'dies a quo' per il calcolo del tempo necessario all'estinzione del reato. Poiché il termine quinquennale era già decorso prima della sentenza d'appello, la condanna è stata annullata.
Continua »
Sicurezza sul lavoro COVID: assolto il datore di lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di un datore di lavoro del settore della grande distribuzione, accusato di violazioni in materia di sicurezza per non aver adottato misure come barriere adeguate e DPI specifici (FFP2) durante la pandemia. La Corte ha stabilito che la normativa emergenziale e i relativi protocolli costituivano un regime derogatorio rispetto alle norme ordinarie. Di conseguenza, l'adempimento delle prescrizioni contenute nei protocolli era sufficiente a esonerare il datore di lavoro da responsabilità penale per la gestione del rischio da contagio, definendo un nuovo e specifico standard di diligenza per la sicurezza sul lavoro COVID.
Continua »
Ricorso per cassazione: inammissibilità e fumus delicti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di sequestro probatorio per reati venatori. La sentenza chiarisce i requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione, sottolineando che i motivi devono essere specifici, non generici e non possono essere proposti per la prima volta in sede di legittimità. Viene inoltre ribadito che la valutazione del fumus commissi delicti non richiede la prova dell'elemento soggettivo del reato.
Continua »
Certificato di idoneità statica e prescrizione reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di utilizzo di un immobile senza collaudo statico. La Corte ha stabilito che la presentazione di un certificato di idoneità statica, equipollente al collaudo secondo la legge regionale, determina la cessazione della permanenza del reato, facendo così decorrere il termine di prescrizione. Nel caso specifico, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, poiché il termine era maturato prima della sentenza di condanna.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi di appello infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati, condannati per associazione per delinquere e reati fiscali. I motivi, incentrati sulla presunta illegittimità di un atto compiuto da un giudice ricusato e sull'intervenuta prescrizione, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La sentenza chiarisce i limiti dell'attività del giudice in pendenza di ricusazione e i criteri per determinare la cessazione della permanenza nel reato associativo, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »