LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.L. 18/2020 — Sezione Lavoro Civile

Pagina 2 di 3

Altri anni per D.L. 18/2020

Dimissioni incentivate: quando sono nulle per dolo?
Un lavoratore accetta delle dimissioni incentivate e, pochi mesi dopo, l'azienda avvia una procedura di licenziamento collettivo. Il dipendente impugna le dimissioni per dolo, ma la Corte di Cassazione rigetta il ricorso. Secondo la Corte, il lasso di tempo intercorso tra le dimissioni e l'avvio della procedura è un elemento chiave per escludere l'intento fraudolento del datore di lavoro, la cui prova spetta al lavoratore. La sentenza affronta anche la validità delle udienze svoltesi in forma scritta durante l'emergenza pandemica.
Continua »
Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revocazione di una propria precedente sentenza. Il caso riguarda un dirigente licenziato che denunciava un errore di fatto revocazione nel calcolo dei termini del procedimento disciplinare. La Corte ha stabilito che il ricorso era formalmente incompleto e che l'asserito errore non era una svista materiale, ma una questione di interpretazione giuridica già dibattuta, non rientrando quindi nella nozione di errore di fatto che giustifica la revocazione.
Continua »
Sospensione feriale termini: sì alle sanzioni lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione feriale dei termini processuali si applica anche alle cause di opposizione a sanzioni amministrative in materia di lavoro, pure se queste seguono il rito del lavoro. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato tardivo un appello non tenendo conto della sospensione. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la natura della controversia (sanzione amministrativa) prevale sul rito processuale adottato ai fini della sospensione.
Continua »
Obbligo assicurativo a teatro: la Cassazione chiarisce
Una fondazione teatrale contestava l'obbligo assicurativo per il suo personale. La Cassazione, applicando una nuova legge, ha dichiarato estinto il giudizio per gli orchestrali. Per le maschere, ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che l'obbligo dipende dalla valutazione concreta del rischio, già esclusa dai giudici di merito.
Continua »
Indennità covid agricoli: no cumulo con altri bonus
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori agricoli a tempo determinato non possono accedere all'indennità COVID-19 per i lavoratori stagionali di altri settori. La sentenza chiarisce che l'esistenza di una specifica indennità covid agricoli crea un sistema di tutele separato e non cumulabile, basato sul principio di specialità della norma.
Continua »
Dimissioni giusta causa e Cassa Integrazione COVID
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27350/2024, ha rigettato il ricorso di un lavoratore che si era dimesso per giusta causa lamentando un demansionamento e un uso illegittimo del Fondo di Integrazione Salariale (FIS) durante l'emergenza COVID-19. La Corte ha stabilito che la normativa emergenziale ha derogato agli obblighi di comunicazione standard per l'accesso alla cassa integrazione e che la sospensione temporanea del rapporto non costituisce di per sé una giusta causa di dimissioni. Di conseguenza, il lavoratore è stato condannato a pagare l'indennità di mancato preavviso e la penale per violazione del patto di stabilità.
Continua »
Atti interruttivi prescrizione: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato prescritto il diritto al risarcimento di un lavoratore. L'errore della Corte d'Appello è stato non considerare le plurime diffide inviate dal lavoratore, qualificabili come atti interruttivi della prescrizione. La Suprema Corte ha ribadito che l'omesso esame di un fatto così decisivo, ritualmente prodotto in giudizio, impone la cassazione della sentenza con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Termine opposizione Fornero: notifica essenziale
Un lavoratore veniva licenziato senza motivazione. Dopo un'ordinanza a suo favore, la società, inizialmente assente (contumace), proponeva opposizione. La questione chiave era la decorrenza del termine per tale opposizione. La Cassazione, con la sentenza 22007/2024, ha chiarito che per la parte contumace, il termine opposizione Fornero decorre solo dalla notifica formale dell'ordinanza da parte del vincitore, applicando per analogia le regole del procedimento d'ingiunzione. La Corte ha così respinto il ricorso del lavoratore, confermando l'inefficacia del licenziamento con condanna a un'indennità risarcitoria.
Continua »
Patto di prova: validità e specificità delle mansioni
Un lavoratore ha impugnato il licenziamento durante il periodo di prova, sostenendo la nullità del patto di prova per genericità. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per mansioni intellettuali non è necessaria una descrizione dettagliata e che il rinvio al contratto collettivo è sufficiente. Decisiva la mancata trascrizione delle clausole contrattuali nel ricorso.
Continua »
Divieto di licenziamento: quando è nullo in appalto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19185/2024, ha stabilito che il divieto di licenziamento introdotto durante la pandemia COVID-19 si applica anche nei casi di cambio appalto. Se il lavoratore rifiuta legittimamente l'assunzione da parte della nuova impresa a causa di condizioni contrattuali peggiorative, il licenziamento intimato dall'azienda uscente è nullo. La Corte ha chiarito che l'eccezione alla norma emergenziale richiede un'effettiva riassunzione e non una semplice proposta di lavoro, tutelando così il lavoratore da un peggioramento del trattamento economico e normativo.
Continua »
Improcedibilità ricorso cassazione: onere del deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso a causa del mancato deposito degli atti processuali fondamentali su cui si basavano le censure del ricorrente. Nonostante la parte lamentasse che la Corte d'Appello avesse erroneamente ignorato documenti depositati telematicamente, non ha poi fornito gli stessi documenti alla Suprema Corte, impedendole di verificare la fondatezza del motivo. La decisione sottolinea la cruciale importanza dell'onere di deposito per evitare una declaratoria di improcedibilità ricorso cassazione.
Continua »
Termini a comparire: notifica nulla e rinvio al giudice
Un dipendente pubblico si era visto riconoscere dalla Corte d'Appello un'indennità di coordinamento. L'azienda sanitaria ha impugnato la decisione in Cassazione, la quale ha annullato la sentenza non nel merito, ma per un vizio procedurale: la notifica dell'atto di appello non aveva rispettato i termini a comparire, ovvero l'intervallo minimo di giorni tra la notifica e l'udienza. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
Continua »
Indennizzi Covid-19: no al cumulo per agricoli
La Cassazione ha negato a una lavoratrice agricola il cumulo degli indennizzi Covid-19 specifici per il suo settore con quelli previsti per gli altri lavoratori stagionali, affermando che il legislatore ha creato due regimi di tutela distinti e non sovrapponibili.
Continua »
Riserva di ricorso: inammissibile se non notificata
Una lavoratrice ha impugnato in Cassazione due sentenze d'appello, una non definitiva e una definitiva, relative a differenze retributive e a un licenziamento. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, soffermandosi su un vizio procedurale cruciale: la riserva di ricorso contro la sentenza non definitiva era stata solo depositata telematicamente, ma non notificata alla controparte, rendendola inefficace. Sebbene l'impugnazione immediata fosse risultata tempestiva, i motivi di ricorso sono stati comunque rigettati per difetti di specificità e autosufficienza.
Continua »
Atti interruttivi e prescrizione: la Cassazione decide
Un lavoratore richiedeva il risarcimento del danno per una tardiva riassunzione. La Corte d'Appello aveva dichiarato parte della richiesta prescritta. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non considerare gli atti interruttivi, come le diffide inviate dal lavoratore, che avrebbero potuto interrompere il decorso della prescrizione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto di tali documenti decisivi.
Continua »
Notifica telematica nulla: sanatoria per costituzione
Un'amministrazione pubblica ha impugnato una decisione in materia di lavoro. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello inammissibile per un vizio nella notifica. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che una notifica telematica nulla, ma non inesistente, viene sanata se la controparte si costituisce in giudizio, rendendo l'appello procedibile. Il caso è stato rinviato per una decisione nel merito.
Continua »
Licenziamento disciplinare: quando il dolo è generico
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento disciplinare di un dipendente di una società di servizi finanziari per aver violato ripetutamente le procedure interne. La Corte ha stabilito che la reiterazione consapevole delle violazioni, come l'omissione dell'uso di codici di sicurezza, integra il 'dolo generico', sufficiente a rompere il vincolo fiduciario e a giustificare il licenziamento per giusta causa, anche in assenza di un provato intento di arrecare un danno economico specifico all'azienda.
Continua »
Indennità Covid-19: quando spetta all’artigiano
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità Covid-19 per le perdite commerciali spetta anche agli artigiani iscritti alla gestione previdenziale nel marzo 2020, purché l'iscrizione sia avvenuta prima dell'entrata in vigore della legge istitutiva (17 marzo 2020). La Corte ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il requisito è l'iscrizione al momento dell'entrata in vigore della norma, non l'iscrizione dal primo giorno del mese.
Continua »
Indennità lavoratori stagionali: conta l’attività?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità lavoratori stagionali per il Covid-19 spetta in base all'effettiva attività lavorativa svolta nel settore turistico, e non secondo la classificazione previdenziale formale del datore di lavoro. In questo caso, un cuoco dipendente di un'impresa di pulizie, ma operante in un hotel, ha ottenuto il sussidio. La Corte ha sottolineato la natura assistenziale della misura, finalizzata a proteggere il reddito del lavoratore, facendo prevalere la sostanza sulla forma.
Continua »
Gestione Separata avvocati: ricorso INPS inammissibile
Un avvocato, con redditi inferiori alla soglia per l'iscrizione alla cassa professionale, era stato esonerato dall'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dai giudici di merito. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile perché notificato oltre il termine perentorio di legge. La Corte ha preliminarmente dichiarato l'inesistenza di una precedente ordinanza viziata da un grave errore materiale.
Continua »