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D.L. 18/2020

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Opposizione a decreto ingiuntivo: quando è rigettata
Una società ha presentato opposizione a decreto ingiuntivo per un debito derivante da contratti pubblicitari, sostenendo che il debito fosse solo parziale e che una clausola fosse vessatoria. Il Tribunale di Torino ha rigettato l'opposizione, confermando l'ingiunzione di pagamento. La decisione si è basata sulla mancata prova delle eccezioni da parte della società opponente e sulla constatazione che la normativa a tutela del consumatore non si applica nei rapporti tra imprese. È stata inoltre respinta la richiesta di risarcimento per lite temeraria.
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Garanzia cessione quote: la sentenza della Corte
La Corte d'Appello di Roma ha esaminato un caso di garanzia nella cessione di quote societarie. Il venditore è stato condannato a risarcire l'acquirente a causa di una posta di bilancio ("rimanenze") rivelatasi inesigibile. La Corte ha rigettato l'appello, confermando che la garanzia sulla veridicità del patrimonio netto sociale è stata violata e che nuove eccezioni non possono essere sollevate per la prima volta in appello. La decisione sottolinea l'importanza della due diligence e la validità della garanzia cessione quote.
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Assegno non trasferibile: diligenza della banca
Una società emetteva un assegno non trasferibile, successivamente intercettato e incassato da un truffatore. La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, escludendo la responsabilità dell'istituto di credito. La sentenza chiarisce che la responsabilità della banca non è oggettiva, ma va valutata secondo il criterio della diligenza professionale. Poiché le specifiche contestazioni sulla visibilità della falsificazione sono state sollevate tardivamente in giudizio, e l'identificazione del presentatore era avvenuta con un documento valido, la banca è stata ritenuta non responsabile.
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Revoca finanziamento pubblico: quando è legittima?
La Corte d'Appello di Roma ha confermato la legittimità della revoca di un finanziamento pubblico concesso a un'impresa per la realizzazione di un progetto industriale. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione da parte della società beneficiaria di aver sostenuto le spese richieste nei tempi e modi previsti. La sentenza chiarisce che l'onere di provare il corretto utilizzo dei fondi grava sull'impresa e che il progresso del progetto va misurato sulla base della documentazione contabile ('stato di avanzamento contabile') e non sulla mera realizzazione fisica delle opere. Di conseguenza, la revoca del finanziamento pubblico e la richiesta di restituzione delle somme già erogate sono state ritenute corrette.
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Massimale contributivo: quando non si applica?
Una società si opponeva a un avviso di addebito per contributi non versati, sostenendo di aver correttamente applicato il massimale contributivo. Il Tribunale di Napoli ha respinto l'opposizione, chiarendo che il massimale contributivo non si applica ai lavoratori con anzianità assicurativa anteriore al 1996 che non abbiano esercitato l'opzione per il sistema contributivo. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di chiamare in causa il consulente, affermando che il datore di lavoro è l'unico debitore verso l'ente previdenziale.
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Notifica avvisi di addebito: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali non versati, contestando la validità della notifica degli avvisi di addebito, la prescrizione del credito e altre violazioni procedurali. Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso, confermando la regolarità della procedura di notifica semplificata per gli atti amministrativi e l'assenza di prescrizione, anche in virtù di atti interruttivi e delle sospensioni per l'emergenza COVID. La sentenza chiarisce inoltre la corretta individuazione dei soggetti da citare in giudizio a seconda del vizio contestato.
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Responsabilità per frana: chi paga il conto?
A seguito di una frana, i proprietari di un immobile citavano in giudizio i proprietari dei terreni sovrastanti. La Corte d'Appello, riformando la sentenza di primo grado, ha stabilito l'esclusiva responsabilità per frana dei proprietari dei terreni a monte. La decisione si fonda su una nuova Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) che ha individuato l'origine del dissesto interamente nelle loro proprietà, escludendo altre concause.
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Danno estetico: come si calcola il risarcimento?
La sentenza analizza la liquidazione del danno estetico derivante dalla trasformazione di un sottotetto in un'abitazione, con modifiche alla facciata e appropriazione di parti comuni. A seguito di un rinvio della Corte di Cassazione per carenza di motivazione, la Corte d'Appello ha ricalcolato il risarcimento in modo analitico, riducendolo da oltre 158.000 euro a circa 23.450 euro. Il caso evidenzia come la quantificazione del danno estetico non possa essere arbitraria, ma debba basarsi su criteri logici e specifici, anche quando si ricorre a una liquidazione equitativa.
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Infezione nosocomiale: responsabilità della struttura
Una struttura sanitaria appella una condanna per il decesso di una paziente a seguito di un'infezione nosocomiale post-operatoria. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando la piena responsabilità della struttura. La decisione si fonda sulle conclusioni della consulenza tecnica, che ha evidenziato un danno iatrogeno durante l'intervento e una successiva terapia antibiotica inadeguata come cause dirette dello stato settico fatale, confermando il risarcimento per i familiari.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: quando è accolta?
Una società e i suoi fideiussori hanno presentato opposizione a decreto ingiuntivo emesso su richiesta di un istituto di credito per debiti derivanti da vari rapporti bancari. Il Tribunale ha parzialmente accolto l'opposizione, revocando il decreto originario. La decisione si fonda sull'accertamento dell'illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi (anatocismo), che ha portato alla necessità di un ricalcolo del debito. La sentenza chiarisce che la banca non può applicare interessi su interessi, riducendo così l'importo dovuto dal cliente.
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