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D.L. 159/2007

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Errore di fatto: quando la Cassazione non si tocca
Un contribuente ha chiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto in una causa relativa all'esenzione ICI per immobili rurali. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errore di fatto è una svista percettiva e non un errore di valutazione giuridica. Il ricorrente è stato condannato per abuso del processo.
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Vittima del dovere: prescrizione e benefici
Un servitore dello Stato, ferito durante un'operazione, ha richiesto il riconoscimento dello status di 'vittima del dovere' e i relativi benefici. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: mentre lo status di 'vittima del dovere' è imprescrittibile, il diritto ai benefici economici, come la speciale elargizione, si prescrive in dieci anni. Tale termine decorre dal momento in cui la legge ha previsto il beneficio, non dalla data di formale riconoscimento dello status. Di conseguenza, sono stati respinti sia il ricorso del cittadino sulla prescrizione dei benefici, sia quello dell'Amministrazione che sosteneva la prescrittibilità dello status stesso.
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Classificazione catastale: è decisiva per l’ICI?
Una società agricola ha contestato un avviso di accertamento ICI per il 2002, sostenendo la natura rurale dei propri immobili, nonostante fossero iscritti in catasto con categorie non rurali (D/8 e C/2). La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'esenzione fiscale, la classificazione catastale formale è l'elemento decisivo. La semplice presentazione di una domanda di rettifica non è sufficiente per ottenere il beneficio fiscale se, nell'anno di imposta di riferimento, l'immobile non risulta ancora censito nelle corrette categorie rurali (A/6 o D/10).
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Canone concessorio: nullo l’accordo che lo riduce
Una sentenza del Tribunale di Milano ha dichiarato la nullità di un accordo tra un Ente Locale e una società di distribuzione del gas che riduceva il canone concessorio dovuto dopo la scadenza del contratto. La decisione si fonda sulla natura imperativa delle norme che regolano il settore, le quali, anche con efficacia retroattiva, impongono il pagamento del canone originario per tutelare la finanza pubblica. La società è stata condannata a versare le differenze non pagate.
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Contributi editoria: bilancio certificato è tassativo
La Corte d'Appello di Roma ha negato i contributi editoria alla curatela fallimentare di una società editrice, stabilendo che il requisito della certificazione dell'intero bilancio d'esercizio da parte di una società di revisione è tassativo e non ammette deroghe. L'impossibilità di adempiere a tale obbligo, causata dalla dichiarazione di fallimento, non costituisce una valida esimente per accedere ai fondi pubblici.
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