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D.L. 101/2013

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IMU immobili merce: la Cassazione attende la Consulta
Una società di costruzioni ha contestato un avviso di accertamento IMU per il 2013 relativo a immobili invenduti, i cosiddetti 'IMU immobili merce'. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito ma ha sospeso il procedimento. La ragione è l'attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità della norma che, per gli anni 2012-2013, non prevedeva l'esenzione IMU per tali beni, sollevando dubbi sulla sua conformità alla Costituzione.
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Assunzione concorso pubblico: il bando può prevalere
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico per un ruolo dirigenziale nel 2005, non è mai stato assunto. Dopo anni di contenzioso, la Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. La decisione si fonda su due principi chiave: il bando di concorso è 'lex specialis' e una sua clausola subordinava l'assunzione concorso pubblico a vincoli finanziari; inoltre, la graduatoria era ormai scaduta e il ricorso del lavoratore non ha contestato efficacemente tutte le motivazioni della corte inferiore.
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Decorrenza pensione salvaguardati: la regola della domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13575/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla decorrenza pensione per i lavoratori 'salvaguardati' dalla legge n. 147/2013. Contrariamente a quanto stabilito dalla Corte d'Appello, la pensione di anzianità non scatta automaticamente dal 1° gennaio 2014, ma segue la regola generale: decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda amministrativa. Nel caso di specie, avendo l'assicurato presentato domanda a luglio 2014, la pensione è stata correttamente liquidata dall'Istituto Previdenziale a partire dal 1° agosto 2014. La Corte ha sottolineato che la data del 1° gennaio 2014 rappresenta solo un limite minimo invalicabile, non una data di decorrenza automatica.
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Crediti prededucibili e tasso di interesse: la Cassazione
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha stabilito che gli interessi sui crediti prededucibili, sorti nell'ambito di una procedura di amministrazione straordinaria, maturano fino al completo pagamento e al tasso di interesse pattuito tra le parti (convenzionale), e non a quello legale. La controversia vedeva un istituto di credito opporsi a una società in amministrazione straordinaria. La Corte ha chiarito che, in assenza di una lacuna normativa, si applica la regola generale dell'art. 1284 c.c., respingendo l'applicazione analogica delle norme sui crediti privilegiati. Questa decisione rafforza la tutela dei crediti sorti per sostenere le procedure concorsuali.
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Sanzione disciplinare: no alla legge più favorevole
Un dipendente pubblico, sanzionato per aver svolto attività extra-lavorative non autorizzate, ha invocato l'applicazione di una legge successiva più favorevole. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la sanzione disciplinare non ha natura penale, ma contrattuale. Pertanto, non si applica il principio della retroattività della legge più mite. La Corte ha inoltre confermato che l'onere di provare l'esistenza dell'autorizzazione grava sul dipendente.
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Abuso contratti a termine: la stabilizzazione non sana
La Corte di Cassazione ha stabilito che la stabilizzazione di un lavoratore pubblico, avvenuta tramite una procedura concorsuale, non sana il precedente abuso di contratti a termine. L'assunzione a tempo indeterminato derivante dal superamento di una selezione basata sul merito non elimina il diritto del lavoratore a ricevere un'indennità risarcitoria per l'illegittima reiterazione dei rapporti di lavoro precari. L'ente pubblico è stato quindi condannato a risarcire il danno, poiché la stabilizzazione non è stata considerata una misura sanzionatoria diretta per l'abuso commesso.
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Natura ente pubblico: limiti del ricorso in Cassazione
Un dipendente di un consorzio chiedeva il trasferimento obbligatorio, sostenendo che fosse un ente pubblico non economico. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta basandosi sullo statuto dell'ente. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'interpretazione dello statuto non può essere riesaminata nel merito in sede di legittimità, delineando così i confini della revisione sulla natura ente pubblico.
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