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Direttiva 2003/88/CE, art. 7

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Retribuzione ferie: indennità incluse? La Cassazione
Un'azienda di trasporti ha contestato una decisione che la obbligava a includere le indennità perequativa e compensativa nella paga durante le vacanze dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in linea con il diritto dell'Unione Europea, la retribuzione ferie deve comprendere tutte le componenti salariali intrinsecamente legate al lavoro, per non scoraggiare i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo. È stato respinto anche il ricorso incidentale dei lavoratori relativo alle spese legali.
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Retribuzione feriale: le indennità variabili contano
Una società di trasporti ha impugnato una decisione che la obbligava a includere diverse indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il concetto di retribuzione feriale, in linea con il diritto dell'Unione Europea, deve comprendere tutti gli emolumenti intrinsecamente legati alle mansioni svolte, per evitare di scoraggiare economicamente i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo annuale.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11776/2025, ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando il diritto dei lavoratori a vedersi incluse nella retribuzione feriale tutte le indennità accessorie (trasferta, diaria, etc.) collegate all'esecuzione delle mansioni. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, che mira a garantire al lavoratore una retribuzione durante le ferie paragonabile a quella ordinaria, per evitare un effetto dissuasivo che ne disincentiverebbe la fruizione.
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Retribuzione feriale: indennità incluse secondo la UE
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere varie indennità lavorative nella retribuzione feriale dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le componenti connesse alle mansioni svolte, in linea con il diritto dell'Unione Europea, per evitare di dissuadere i lavoratori dal fruire del loro diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità accessorie
Un macchinista ha citato in giudizio la sua azienda, una società di trasporti ferroviari, per ottenere l'inclusione di due indennità (di utilizzazione professionale e di assenza dalla residenza) nel calcolo della sua retribuzione ferie. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore. Sulla base del diritto dell'Unione Europea, la Corte ha stabilito che qualsiasi elemento della retribuzione intrinsecamente collegato alle mansioni svolte, la cui mancata corresponsione potrebbe dissuadere dal godere delle ferie, deve essere incluso nella paga feriale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità solidale appalti: quale legge si applica?
Un lavoratore ha citato in giudizio l'appaltatore principale per ottenere il pagamento dell'indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione ha stabilito che per gli appalti pubblici stipulati prima del 19 aprile 2016, la responsabilità dell'appaltatore è regolata dalle norme più ampie del vecchio Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 163/2006), e non da quelle più restrittive del D.Lgs. 276/2003. Questa sentenza chiarisce il perimetro della responsabilità solidale appalti e la successione delle leggi nel tempo.
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Responsabilità solidale appalti: quale legge si applica?
Un lavoratore ha citato in giudizio l'appaltatore e il committente per il mancato pagamento dell'indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione ha stabilito che per i contratti d'appalto pubblici stipulati prima dell'aprile 2016, si applica la disciplina più ampia del D.Lgs. 163/2006. Questa norma sulla responsabilità solidale appalti copre i "trattamenti economici e normativi", includendo quindi anche l'indennità per ferie, a differenza della legislazione successiva, più restrittiva. La Corte d'Appello aveva erroneamente applicato la norma sbagliata.
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Retribuzione feriale: inclusa l’indennità di turno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17495/2025, ha stabilito che l'indennità di turno deve essere inclusa nella retribuzione feriale. La decisione si basa sul principio europeo secondo cui la paga durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria, per evitare di dissuadere i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo. Qualsiasi voce retributiva intrinsecamente collegata alle mansioni, come l'indennità per il lavoro su turni, fa parte della normale retribuzione e deve quindi essere corrisposta anche durante le ferie.
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Ferie non godute: obbligo di pagamento per il datore
Una società di trasporti, qualificata come entità "in house" di un comune, è stata condannata a versare l'indennità per ferie non godute a un ex dipendente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, chiarendo che il divieto di monetizzazione delle ferie, previsto per le pubbliche amministrazioni, non si estende alle società partecipate che operano in regime di diritto privato nei rapporti di lavoro. La Corte ha ribadito che l'onere della prova grava sul datore di lavoro, il quale deve dimostrare di aver formalmente e tempestivamente invitato il lavoratore a fruire delle ferie, avvisandolo della loro possibile perdita. In assenza di tale prova, l'indennità per le ferie non godute è sempre dovuta.
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Retribuzione ferie: l’indennità di turno va inclusa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'amministrazione comunale, confermando il diritto di alcuni agenti di polizia locale a percepire l'indennità di turno anche durante le ferie. La decisione si fonda sul principio del diritto dell'Unione Europea secondo cui la retribuzione ferie deve essere complessiva e non inferiore a quella ordinaria, per evitare di dissuadere i lavoratori dal fruire del loro diritto al riposo. Qualsiasi elemento retributivo intrinsecamente legato alle mansioni svolte deve quindi essere incluso nel calcolo.
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Supplenze reiterate: Cassazione inverte onere della prova
Un docente ha citato in giudizio il Ministero dell'Istruzione per l'abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, sostenendo che il docente non avesse provato che le supplenze si riferissero sempre alla medesima cattedra. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: in caso di supplenze reiterate per un periodo superiore a 36 mesi presso lo stesso istituto e per la stessa classe di concorso, l'abuso si presume. Di conseguenza, l'onere della prova si inverte e spetta all'amministrazione scolastica dimostrare il carattere genuinamente provvisorio delle esigenze che hanno giustificato i contratti a termine. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Indennità di turno: va inclusa nelle ferie? La Cassazione
Una lavoratrice del settore sanitario ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, un'Azienda Sanitaria, poiché la sua indennità di turno giornaliera non veniva inclusa nel calcolo della retribuzione durante le ferie. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla lavoratrice, confermando le sentenze dei gradi precedenti. La decisione si basa sul principio del diritto europeo secondo cui la retribuzione feriale deve essere paragonabile a quella ordinaria per non scoraggiare i lavoratori dal prendere le ferie. L'indennità di turno è stata ritenuta una componente retributiva intrinsecamente legata alle mansioni e quindi deve essere corrisposta anche durante il periodo di riposo.
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Retribuzione ferie: quali voci include? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili intrinsecamente connesse all'attività lavorativa. In un caso riguardante un gruppo di piloti contro una compagnia aerea, la Corte ha confermato la nullità della clausola del contratto collettivo che escludeva tali voci, come l'indennità di tratta e quella per i voli straordinari. La decisione si fonda sul principio europeo che mira a non disincentivare il godimento delle ferie, garantendo al lavoratore una retribuzione durante il riposo paragonabile a quella percepita durante l'attività lavorativa.
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