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Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137

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Bancarotta Fraudolenta: ricorso respinto in Cassazione
Un imprenditore, condannato per bancarotta fraudolenta per aver dissipato il patrimonio aziendale e occultato le scritture contabili, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato lamentava vizi procedurali e un'errata valutazione dei fatti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. La sentenza chiarisce che le censure procedurali erano infondate e che i motivi relativi alla bancarotta fraudolenta erano una mera riproposizione di argomenti già esaminati e respinti, non potendo il giudice di legittimità riesaminare il merito dei fatti.
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Prescrizione reato: annullata condanna per calunnia
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per calunnia a causa dell'intervenuta prescrizione del reato. Nonostante l'appello fosse stato dichiarato inammissibile per un vizio formale, la Corte ha stabilito che la causa di estinzione del reato prevale su ogni altra questione. La prescrizione era maturata prima ancora della sentenza di primo grado, determinando l'annullamento sia della condanna penale sia delle statuizioni civili per il risarcimento del danno.
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Associazione narcotraffico: custodia cautelare confermata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una donna contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione a un'associazione narcotraffico. La Corte ha confermato la solidità dei gravi indizi di colpevolezza e la sussistenza delle esigenze cautelari, basandosi su intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia che delineavano il suo ruolo apicale all'interno del sodalizio criminale, specialmente dopo l'arresto del compagno. È stata inoltre ritenuta sussistente l'aggravante legata al contesto mafioso e si è stabilito che il solo decorso del tempo non è sufficiente a ridurre la sua pericolosità sociale.
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