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D.P.R. n. 131 del 1986

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Imposta di registro esproprio: la Cassazione fa chiarezza
Una Università ha contestato un avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate relativo all'imposta di registro su una sentenza che determinava un'indennità di esproprio. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro esproprio corretta è quella dell'1% e non del 3%, poiché la sentenza ha natura dichiarativa, limitandosi ad accertare un diritto patrimoniale, e non di condanna al pagamento.
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Imposta registro concordato: 0,5% per cessione crediti
Una società ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro al 3% su un concordato fallimentare con assuntore. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che se l'attivo trasferito consiste in crediti, l'aliquota corretta non è quella fissa del 3%, ma quella dello 0,5% prevista per la cessione dei crediti. La sentenza chiarisce un importante principio sull'imposta registro concordato, differenziando la tassazione in base alla natura dei beni ceduti.
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Imposta di registro concordato: la Cassazione chiarisce
Una società, terza assuntrice in un concordato fallimentare, ha contestato il calcolo dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per l'imposta di registro concordato la base imponibile è costituita dal valore dei beni effettivamente trasferiti (come i crediti) e non dal debito accollato. Di conseguenza, le aliquote da applicare sono quelle specifiche per la natura dei beni (es. 0,5% per i crediti), non un'aliquota fissa più elevata. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Agevolazione destinazione agricola: quando è valida?
Una società agricola ha acquistato un terreno beneficiando di un'agevolazione fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha revocato il beneficio sostenendo che un successivo cambio di destinazione urbanistica del terreno, da agricolo a produttivo, ne determinasse la decadenza. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che, secondo la legge applicabile al momento dell'acquisto (L. 604/1954), le uniche cause di decadenza dall'agevolazione destinazione agricola erano la vendita del terreno o la cessazione della sua coltivazione entro cinque anni, non il mero cambio di classificazione urbanistica.
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