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D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — Anno 2023

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Altri anni per D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

Danni da randagismo: onere della prova e colpa dell’ente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17243/2023, ha rigettato la richiesta di risarcimento di un'automobilista per i danni al veicolo causati da un cane randagio. La Corte ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova nei casi di danni da randagismo: l'ente pubblico deve dimostrare di aver istituito un servizio di cattura efficiente. Se tale prova è fornita, spetta al danneggiato dimostrare una specifica negligenza o un malfunzionamento del servizio nel caso concreto.
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Tassazione rifiuti speciali: la Cassazione chiarisce
Un'azienda del settore carrozzeria ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU), sostenendo che le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali dovessero essere esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la richiesta di rateizzazione non impedisce l'impugnazione. Ha inoltre stabilito che, per la corretta tassazione rifiuti speciali, il regolamento comunale deve definire criteri sia qualitativi che quantitativi per l'assimilazione all'urbano. In mancanza, si applica la normativa generale che prevede l'esenzione solo per le aree dove si producono esclusivamente rifiuti speciali, con onere della prova a carico del contribuente.
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Riconoscimento sentenza straniera: il termine di 90 gg
La Cassazione nega il riconoscimento di una sentenza straniera tunisina per mancato rispetto del termine di comparizione di 90 giorni, previsto dalla Convenzione bilaterale. Questo requisito, secondo la Corte, non è sanato dalla costituzione in giudizio della parte convenuta.
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Remunerazione medici specializzandi: no a risarcimenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguatezza della loro remunerazione nel periodo 1991-2005. Secondo la Corte, lo Stato italiano aveva già adempiuto agli obblighi europei con il D.Lgs. 257/1991. La normativa successiva più favorevole (D.Lgs. 368/1999) è stata una scelta discrezionale del legislatore e non può essere usata come parametro retroattivo per il calcolo dei danni. È stato inoltre confermato come legittimo il blocco degli adeguamenti inflazionistici imposto da leggi successive per ragioni di finanza pubblica.
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Accreditamento provvisorio: serve il contratto scritto?
Una società finanziaria chiede il pagamento per prestazioni sanitarie fornite da una struttura in regime di accreditamento provvisorio. La Cassazione nega il diritto al pagamento, ribadendo la necessità di un contratto scritto con l'Azienda Sanitaria Locale, anche in fase transitoria.
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Remunerazione medici: no adeguamento dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che richiedevano l'adeguamento della loro remunerazione per il periodo 1998-2006. I medici sostenevano che il mancato aggiornamento della borsa di studio, a fronte dell'inflazione, violasse le direttive comunitarie su una "remunerazione adeguata". La Suprema Corte ha confermato la propria giurisprudenza consolidata, stabilendo che la determinazione e l'eventuale congelamento degli importi rientravano nella discrezionalità del legislatore nazionale, senza che le direttive UE imponessero un obbligo di adeguamento automatico.
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