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d.P.C.M. 4 giugno 2009

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Prescrizione contributi Gestione separata: vince l’INPS sulla data
L'INPS ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2008. La Corte d'appello ha ritenuto il credito prescritto, calcolando il termine di cinque anni dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2009. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata inizia a decorrere non dalla scadenza ordinaria, ma dal termine prorogato (nel caso specifico, il 6 luglio 2009) previsto per i contribuenti soggetti agli studi di settore, anche se aderenti al regime dei minimi. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS, notificata il 30 giugno 2014, è tempestiva. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'INPS ha fatto ricorso contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi previdenziali dovuti da un professionista alla Gestione separata per gli anni 2008 e 2009. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata inizia a decorrere solo dalla scadenza dei termini di pagamento effettivi, inclusi i differimenti generali concessi tramite decreti governativi (D.P.C.M.) per i soggetti sottoposti a studi di settore. Di conseguenza, le richieste di pagamento dell'ente previdenziale, inviate entro i cinque anni dalle date prorogate, sono tempestive. La causa è stata rinviata alla Corte d'appello per un nuovo esame, che dovrà anche considerare l'esclusione delle sanzioni civili in base a una recente pronuncia della Corte Costituzionale.
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Prescrizione contributi previdenziali: Quadro RR vuoto non è dolo
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi per la Gestione separata relativi all'anno 2008. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, sostenendo che il termine di cinque anni fosse già decorso al momento della notifica dell'avviso di pagamento nel 2014. L'INPS ha contestato la decisione, sostenendo che la prescrizione fosse sospesa a causa della mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi (ritenuta occultamento doloso) e che il termine iniziale fosse prorogato da un decreto ministeriale. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa alla Sezione Quarta civile per approfondire la rilevabilità d'ufficio della corretta decorrenza del termine, non decidendo ancora il vincitore ma rinviando la discussione sul tema della prescrizione contributi previdenziali.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS vince sul rinvio
Un ingegnere, iscritto anche ad altra forma di previdenza obbligatoria, contestava la richiesta dell'INPS di pagamento dei contributi per l'anno 2008 alla Gestione Separata, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata inizia a decorrere dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Nel caso specifico, il termine di pagamento era stato differito al 6 luglio 2009 da un apposito decreto ministeriale (D.P.C.M. 4 giugno 2009). Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'INPS, notificata il 30 giugno 2014, è giunta prima del compimento del termine quinquennale di prescrizione. Il professionista perde la causa ed è tenuto al pagamento dei contributi dovuti.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop ai calcoli facili
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un professionista il pagamento di contributi omessi per l'anno 2008. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione quinquennale del debito. La Corte d'Appello ha accolto la tesi del professionista, escludendo che l'omessa compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere i termini. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che, prima di valutare la sospensione, i giudici di merito avrebbero dovuto verificare l'esatta decorrenza del termine. Infatti, in tema di prescrizione contributi Gestione Separata, l'eventuale differimento dei termini di pagamento previsto per i contribuenti soggetti agli studi di settore sposta in avanti il giorno di inizio della prescrizione stessa, a prescindere dalla condotta soggettiva del contribuente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Sanzione per omessa maggiorazione: su tutto o solo sullo 0,40%?
Una società paga le imposte (IRES e IVA) entro il termine prorogato di 30 giorni, ma omette di versare la piccola maggiorazione dello 0,40%. L'Agenzia delle Entrate considera l'intero pagamento come omesso e applica una sanzione sull'importo totale. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che il mancato versamento del solo 0,40% costituisce un pagamento parziale, non un'omissione totale. Di conseguenza, la sanzione per omessa maggiorazione deve essere calcolata esclusivamente sulla piccola somma non versata e non sull'intera imposta. Vince quindi il contribuente, con una drastica riduzione della sanzione.
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Prescrizione Contributi: INPS vince sul tempo, ma il reddito pesa
Una professionista si oppone a una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi del 2008, sostenendo che il debito è estinto. La Cassazione interviene sul tema della prescrizione contributi Gestione Separata. La Corte stabilisce che il termine per calcolare la prescrizione non parte dalla scadenza ordinaria, ma da quella effettiva, incluse le proroghe stabilite da decreti governativi (DPCM). Pertanto, il ricorso dell'INPS è fondato. Tuttavia, accoglie anche il ricorso della professionista, ordinando al giudice di verificare se l'obbligo contributivo sussistesse in base alla natura 'abituale' dell'attività o al superamento della soglia di reddito. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Proroga Salva l’INPS
Un professionista ometteva di versare i contributi dovuti alla Gestione Separata INPS per due annualità. L'INPS richiedeva il pagamento, ma il professionista eccepiva l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla decorrenza della prescrizione contributi Gestione Separata. Ha stabilito che il termine di cinque anni non parte dalla scadenza originaria, ma dalla data di pagamento effettiva, anche se prorogata da un decreto del Governo (D.P.C.M.). Di conseguenza, la proroga dei versamenti fiscali sposta in avanti anche l'inizio del conto alla rovescia per la prescrizione. La Corte ha quindi dato ragione all'INPS, annullando la precedente decisione e rinviando la causa per un nuovo esame basato su questo principio.
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Prescrizione Contributi INPS: la Proroga Fiscale Salva l’Ente
Un professionista si opponeva a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale, sostenendo la prescrizione dei contributi INPS. I giudici di merito gli avevano dato ragione, ritenendo che una proroga governativa dei termini di pagamento non si applicasse al suo caso. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la proroga si estendeva a tutti i professionisti soggetti agli studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale concreto. Questo slittamento della scadenza ha spostato in avanti anche l'inizio del calcolo della prescrizione, rendendo la richiesta dell'Ente tempestiva e legittima. Di conseguenza, la prescrizione contributi INPS non era maturata.
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Contributi Gestione Separata: la proroga dei termini blocca la prescrizione
La Cassazione interviene sul tema della **prescrizione contributi Gestione Separata**. Un libero professionista si opponeva a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale, sostenendo che il debito fosse ormai prescritto. La Corte Suprema ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale: il termine di prescrizione di cinque anni non parte dalla scadenza originaria, ma da quella effettiva, tenendo conto di eventuali proroghe stabilite da decreti governativi. Poiché un decreto aveva spostato in avanti la data del versamento, la richiesta dell'Ente, inviata prima della nuova scadenza, risultava tempestiva e valida. Di conseguenza, il debito non era prescritto e andava pagato.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Salvi per Pochi Giorni
Un professionista riteneva estinto per prescrizione un suo debito contributivo del 2008 verso l'Ente Previdenziale. La Corte di Cassazione ha però ribaltato la situazione, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione contributi Gestione Separata. Il calcolo dei cinque anni non parte dalla scadenza ordinaria, ma da quella effettiva, comprese eventuali proroghe ufficiali. In questo caso, una proroga governativa di pochi giorni ha spostato in avanti il termine, rendendo valida la richiesta di pagamento dell'Ente, che è arrivata giusto in tempo. L'Ente Previdenziale vince la causa, confermando che il debito non era prescritto.
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Proroga Fiscale e Prescrizione Contributi INPS: Vince l’Ente
Un libero professionista si opponeva alla richiesta di pagamento dell'INPS per contributi del 2008, ritenendo il credito estinto. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della prescrizione contributi INPS. Se un decreto governativo posticipa la data di scadenza per il versamento, anche il termine di prescrizione di cinque anni inizia a decorrere da questa nuova data posticipata, e non dalla scadenza originaria. Di conseguenza, la richiesta dell'Ente Previdenziale è stata considerata tempestiva e legittima, poiché l'avviso di pagamento era stato notificato prima dello scadere dei cinque anni calcolati dalla data prorogata. L'Ente Previdenziale vince la causa.
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Prescrizione contributi: il dies a quo è decisivo
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello sulla prescrizione contributi di un professionista. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione non era maturato, poiché un D.P.C.M. aveva differito la scadenza di pagamento. Un atto interruttivo notificato prima di tale scadenza differita ha impedito l'inizio del decorso della prescrizione, rendendo irrilevante la questione del doloso occultamento del debito.
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