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d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 4

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Acquisizione codice IMEI: Cassazione conferma legalità
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Il punto legale cruciale riguarda l'acquisizione del codice IMEI dei telefoni cellulari. La Corte ha confermato che questa attività, finalizzata a identificare il dispositivo e non le comunicazioni, non richiede una preventiva autorizzazione giudiziaria, rendendo legittime le intercettazioni successive. È stata inoltre confermata l'esistenza di una strutturata organizzazione criminale sulla base delle prove raccolte.
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Pericolosità sociale: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, il quale sosteneva che la sua prolungata custodia cautelare avesse fatto venir meno la sua pericolosità sociale attuale. La Corte ha chiarito che, a differenza dell'espiazione di una pena definitiva, la custodia cautelare conferma la persistenza delle esigenze che giustificano la misura di prevenzione. I motivi di ricorso basati su una diversa interpretazione dei fatti sono stati giudicati inammissibili.
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Sorveglianza Speciale: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una misura di sorveglianza speciale. La sentenza ribadisce che, in materia di prevenzione, il ricorso è ammesso solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto adeguata la motivazione della Corte d'Appello, basata su una lunga serie di reati indicativi della pericolosità sociale del soggetto.
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Revocazione della confisca: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi per la revocazione della confisca di un immobile. I ricorrenti sostenevano che una nuova sentenza limitasse il periodo di pericolosità sociale del proposto, rendendo illegittima la confisca di un bene acquistato in precedenza. La Corte ha stabilito che la valutazione originaria si basava su un quadro probatorio più ampio e che le nuove prove non erano sufficienti a invalidarla, confermando così il provvedimento ablatorio.
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