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d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 21

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Rimborso imposte: no se l’avviso non è impugnato
Una società, dopo aver pagato maggiori imposte di registro a seguito di un avviso di liquidazione, ne chiedeva la restituzione. La Corte di Cassazione ha negato il diritto al rimborso, stabilendo un principio cruciale: la mancata impugnazione dell'atto impositivo lo rende definitivo e inattaccabile. Di conseguenza, la richiesta di rimborso imposte diventa inammissibile. La Corte ha inoltre chiarito che la notifica dell'avviso al notaio rogante è sufficiente a rendere l'atto efficace per tutte le parti coinvolte, consolidando così la pretesa del Fisco.
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Rimborso ritenute indebite: diritto pieno e immediato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6208/2025, ha stabilito che un contribuente, tenuto a restituire somme precedentemente percepite e tassate, ha diritto al rimborso delle ritenute indebite versate. Tale diritto sorge nel momento in cui viene accertato l'obbligo di restituzione delle somme lorde e non è subordinato all'effettiva restituzione rateale. Il contribuente può scegliere tra la deduzione dell'onere e l'azione diretta di rimborso, senza che la prima opzione precluda la seconda.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una contribuente impugnava un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti e la prescrizione dei crediti. Sebbene i giudici di merito le avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Applicando una nuova legge (norma sopravvenuta) con effetto retroattivo, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e specifico, come l'esclusione da appalti. La domanda è stata quindi respinta per carenza di interesse ad agire.
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Pagamento imposta non è acquiescenza: la Cassazione
Una società agricola ha effettuato il pagamento di un'imposta di registro dopo la revoca di un'agevolazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale pagamento dell'imposta, sebbene tempestivo, non costituisce acquiescenza alla pretesa fiscale se l'atto viene contemporaneamente impugnato. Il pagamento è finalizzato solo a evitare sanzioni, preservando il diritto di ricorso.
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