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D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62, comma 3

Avviso di accertamento: quando è obbligatorio per la TARSU
Una società di logistica aveva richiesto l'esenzione dalla tassa rifiuti (TARSU) per i propri magazzini, gestendo in proprio lo smaltimento degli imballaggi terziari. Il Comune, ignorando la richiesta, ha emesso direttamente una cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha annullato la cartella, stabilendo che in presenza di una contestazione o di una richiesta che crea incertezza sulla pretesa fiscale, l'ente deve obbligatoriamente notificare un preventivo avviso di accertamento, non potendo procedere con la liquidazione diretta.
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Riduzione TARSU rifiuti speciali: quando è lecita?
La Cassazione chiarisce i presupposti per la riduzione TARSU per rifiuti speciali. Un'azienda ottiene la riduzione, ma solo per le aree di effettiva produzione e non per la semplice assenza del servizio di raccolta porta a porta. Il caso è stato rinviato per determinare le superfici esatte.
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Esenzione Tares: Aree produttive e magazzini contigui
Una società manifatturiera ha richiesto l'esenzione Tares per le aree destinate allo stoccaggio di materie prime, sostenendo che fossero parte integrante del ciclo produttivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione Tares si applica solo alle specifiche superfici dove vengono materialmente prodotti rifiuti speciali, e non si estende automaticamente alle aree funzionalmente connesse come magazzini o depositi. La valutazione di quali aree rientrino nell'esenzione è una questione di fatto riservata ai giudici di merito.
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Ultrattività TARSU: legittima l’applicazione nel 2010
Una società ha contestato una cartella di pagamento per la TARSU del 2010, sostenendo che la tassa non fosse più in vigore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la piena legittimità dell'applicazione del tributo. La Corte ha stabilito che l'ultrattività TARSU era garantita da una serie di interventi legislativi che hanno assicurato la continuità del prelievo fino all'introduzione della TARES nel 2013, escludendo qualsiasi vuoto normativo. Sono stati inoltre giudicati inammissibili i motivi relativi alla tassazione delle aree produttive di rifiuti speciali.
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Eccezioni assorbite: basta la riproposizione
Una società sportiva ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU), vincendo in primo grado. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, concentrandosi su un unico aspetto e ignorando le altre difese della società. La Corte di Cassazione ha annullato questa seconda sentenza, stabilendo che il giudice d'appello aveva l'obbligo di esaminare tutte le eccezioni assorbite dal primo giudice, dato che erano state correttamente riproposte dalla società. Il caso è stato quindi rinviato per un nuovo esame.
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Esenzione TARI Rifiuti Speciali: la prova spetta a te
Una società di logistica ha richiesto l'esenzione dalla TARI per le aree adibite a magazzino, sostenendo di produrvi esclusivamente rifiuti speciali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione TARI per rifiuti speciali, il contribuente deve fornire una prova rigorosa che in tali aree si producano unicamente rifiuti speciali o che siano funzionalmente ed esclusivamente collegate al ciclo produttivo. La semplice prevalenza di rifiuti speciali non è sufficiente per l'esenzione totale.
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