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D.L. n. 98 del 2011, art. 18, comma 12

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Gestione separata avvocati: no sanzioni pre-2011
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24590/2024, ha stabilito che un'avvocatessa iscritta all'Albo ma non alla Cassa Forense per reddito insufficiente è comunque tenuta all'iscrizione e al versamento dei contributi alla Gestione separata INPS per l'anno 2010. Tuttavia, applicando una sentenza della Corte Costituzionale, ha annullato le sanzioni civili per l'omessa contribuzione, proteggendo il legittimo affidamento della professionista per il periodo antecedente a una legge chiarificatrice del 2011. L'obbligo contributivo sulla Gestione separata avvocati è quindi confermato, ma senza oneri sanzionatori retroattivi.
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Gestione Separata INPS: quando l’iscrizione è dovuta
Un professionista ha contestato una richiesta di contributi alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il suo reddito fosse inferiore alla soglia di 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha stabilito che il fattore decisivo non è l'importo del reddito, ma la natura 'abituale' o 'occasionale' dell'attività professionale. Il limite di reddito è rilevante solo per il lavoro occasionale. Di conseguenza, il caso è stato rinviato al giudice di merito per accertare la natura dell'attività svolta dal professionista.
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Gestione Separata: obblighi per avvocati e sanzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato iscritto all'albo è tenuto all'iscrizione alla Gestione Separata previdenziale, anche con redditi inferiori a 5.000 euro, poiché l'iscrizione all'albo presume l'abitualità dell'esercizio professionale. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni per la mancata iscrizione relativa a periodi antecedenti a un chiarimento normativo, in virtù di una sentenza della Corte Costituzionale che ha tutelato il legittimo affidamento del professionista.
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Gestione Separata Ingegneri: sanzioni annullate
Un ingegnere ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per redditi del 2008. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31182/2024, ha confermato che i contributi sono dovuti e non prescritti. Tuttavia, ha annullato completamente le sanzioni civili, recependo i principi della Corte Costituzionale sulla pregressa incertezza normativa che rendeva scusabile l'omissione del professionista prima del 2011.
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Gestione Separata Avvocati: il giudicato chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una professionista contro l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata Avvocati dell'INPS. La decisione è stata determinata da un 'giudicato sopravvenuto', ovvero un'altra sentenza definitiva emessa sulla medesima questione tra le stesse parti, che aveva già confermato l'obbligo contributivo pur escludendo le sanzioni. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza d'appello senza rinvio, ponendo fine al contenzioso.
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Sanzioni INPS: Cassazione annulla le sanzioni civili
Un professionista ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha confermato il debito contributivo ma ha annullato le relative sanzioni INPS. La decisione si basa sull'applicazione di un principio di 'ius superveniens', derivato da una recente pronuncia della Corte Costituzionale, che esonera dal pagamento delle sanzioni i professionisti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria per il periodo antecedente a una specifica normativa del 2011.
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