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D.L. n. 306 del 1992 (art. 12-sexies)

Revoca confisca definitiva: no a mutamenti di legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revoca di una confisca definitiva di beni. I ricorrenti sostenevano che un mutamento giurisprudenziale costituisse un 'fatto nuovo' idoneo a giustificare la revoca. La Corte ha stabilito che un diverso orientamento interpretativo, anche delle Sezioni Unite o della Corte Costituzionale, non integra la nozione di 'fatto nuovo' richiesta dalla legge per rimettere in discussione un provvedimento definitivo, confermando così l'intangibilità del giudicato.
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Credito garantito sequestro: la tutela del creditore
Una banca, titolare di un credito garantito su un impianto fotovoltaico, ha impugnato il sequestro preventivo sull'impianto e sui fondi derivanti da incentivi statali. La Corte di Cassazione ha stabilito che un creditore garantito non può chiedere il rilascio dei beni durante il processo penale, poiché i suoi diritti sono tutelati solo dopo un'eventuale confisca definitiva. I fondi sono stati inoltre considerati di proprietà del debitore, non della banca, in assenza di un suo inadempimento. Il ricorso è stato respinto.
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Confisca allargata: legittimo il sequestro sproporzionato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per associazione mafiosa contro il sequestro di 49.000 euro. La Corte ha ribadito che, in caso di confisca allargata, non è necessario provare il nesso diretto tra il bene e il reato, ma è sufficiente la sproporzione tra il patrimonio e il reddito dichiarato. L'onere di dimostrare la provenienza lecita dei beni ricade sull'interessato, che in questo caso non ha fornito prove sufficienti.
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Confisca per equivalente: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il sequestro, finalizzato alla confisca per equivalente, riguardava beni immobili, anche intestati a un familiare. La Corte ha confermato la legittimità della misura, sottolineando che, per la confisca per equivalente, è irrilevante la provenienza lecita dei fondi usati per l'acquisto dei singoli beni sequestrati. Ciò che conta è la sproporzione tra il patrimonio complessivo e i redditi dichiarati. La decisione ribadisce anche i criteri per la valutazione del 'periculum in mora', basato sulla pericolosità criminale dell'indagato e sulla carenza di altri beni a garanzia.
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Credito su beni confiscati: competenza del Giudice
Una società finanziaria ha presentato ricorso contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di riconoscimento di un credito su beni confiscati. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, non per una valutazione nel merito della richiesta, ma per un vizio di procedura. Ha stabilito che la Corte d'Appello non era l'organo competente a decidere, indicando nel Giudice per le indagini preliminari (GIP), che aveva disposto il sequestro iniziale, l'unico giudice autorizzato a valutare la domanda del creditore. Il caso è stato quindi trasmesso al GIP per la corretta valutazione.
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