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D.L. n. 146 del 2013

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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio è escluso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, negando l'applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità. La decisione si fonda sulla natura sistematica e professionale dell'attività di spaccio, evidenziata dall'ingente quantitativo di droga, dall'ampio bacino di clienti e dal fatto che l'attività illecita costituisse la principale fonte di reddito dell'imputato, escludendo così la minima offensività della condotta.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso nello spaccio
Una coppia ricorre in Cassazione contro una condanna per spaccio, chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità e contestando la complicità della donna. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la piena partecipazione della donna e l'impossibilità di qualificare il reato come lieve a causa della varietà di droghe, del volume d'affari e dell'organizzazione dell'attività su più appartamenti. La decisione sottolinea l'importanza di una valutazione complessiva di tutti gli indici di gravità del reato.
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Liberazione anticipata speciale: valutazione condotta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che concedeva la liberazione anticipata speciale a un detenuto, senza considerare i reati da lui commessi successivamente al periodo di riferimento. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione sulla partecipazione all'opera rieducativa, necessaria per il beneficio, deve essere globale e considerare l'intera condotta del detenuto, inclusi i fatti negativi successivi, poiché questi possono smentire un'adesione costante al percorso di riabilitazione.
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Costo fotocopie in carcere: limiti e rimborso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46299/2024, ha stabilito che l'ordine del Magistrato di sorveglianza che fissa un prezzo massimo per il costo fotocopie in carcere non ha efficacia retroattiva. Di conseguenza, il diritto del detenuto al rimborso per le somme pagate in eccesso decorre solo dalla data del provvedimento e non da periodi precedenti. La Corte ha chiarito che il giudizio di ottemperanza serve a far rispettare un ordine esistente, non a introdurre nuove pretese o a rivalutare il merito.
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Fatto di lieve entità: Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15571/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati contro la mancata applicazione della circostanza del fatto di lieve entità in un caso di stupefacenti. La Corte ha ritenuto i motivi generici, confermando la decisione della Corte d'Appello basata sulla professionalità, l'organizzazione, la quantità e la diversità delle sostanze. La valutazione per il riconoscimento del fatto di lieve entità deve essere sempre complessiva.
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Possesso di stupefacenti: quando è reato di spaccio?
La Cassazione conferma la condanna per spaccio, respingendo la tesi dell'uso personale. Decisivi per la qualificazione del reato di possesso di stupefacenti la grande quantità di droga (oltre 1500 dosi), la presenza di bilancini e i precedenti penali specifici dell'imputato.
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Coltivazione di lieve entità: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la coltivazione di 69 piante di marijuana. È stata esclusa la qualifica di coltivazione di lieve entità a causa della natura strutturata dell'attività e dell'ingente quantitativo di principio attivo ricavabile, pari a oltre 24.000 dosi.
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Fatto di lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
Un individuo ha impugnato una condanna per spaccio, chiedendo la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che i motivi di appello introdotti tardivamente non possono essere esaminati. Inoltre, ha ribadito che la valutazione del fatto di lieve entità richiede un'analisi complessiva della condotta criminale, non basata solo sulla quantità di sostanza stupefacente.
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Fatto di lieve entità: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sull'elevato numero di dosi (quasi 100) e sulla presenza di tracce di un'altra droga (cocaina) su un bilancino di precisione, elementi ritenuti indicativi di un'attività professionale e non occasionale, incompatibile con la fattispecie di lieve entità.
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Spaccio di droga: quando è reato grave? Cassazione
Un soggetto condannato per detenzione di eroina ai fini di spaccio ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la modesta quantità di principio attivo e altre circostanze dovessero portare a una riqualificazione del reato come fatto di lieve entità o a escludere la destinazione allo spaccio. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per configurare lo spaccio di droga non conta solo il dato quantitativo, ma l'insieme delle circostanze, come il confezionamento in dosi, il luogo del fermo e il comportamento dell'imputato, che nel caso di specie indicavano una chiara professionalità criminale.
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Fatto di lieve entità: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non riconoscere il fatto di lieve entità, basandosi su una valutazione complessiva che include la notevole quantità e varietà della droga (108 dosi totali tra hashish e marijuana), le modalità organizzate dello spaccio a domicilio e la condotta pericolosa di fuga dell'imputato.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione sul caso del prete
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cappellano penitenziario per cessione di stupefacenti, detenzione di armi e ricettazione. Il ricorso, che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in 'fatto di lieve entità', è stato respinto. La Corte ha ritenuto la condotta incompatibile con la fattispecie attenuata, data la gravità del contesto (un carcere), il ruolo ricoperto dall'imputato e l'ingente quantitativo di droga (equivalente a 393 dosi). È stata inoltre confermata la confisca dei beni per sproporzione.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione sui criteri
Un soggetto agli arresti domiciliari per spaccio di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità e la revoca della misura. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la continuità e la sistematicità dell'attività di spaccio, protratta per anni, costituiscono un elemento di gravità tale da escludere la qualificazione di lieve entità e giustificare il mantenimento della misura cautelare, ritenuta proporzionata.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio. La difesa chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito. La notevole quantità di droga (oltre 200 dosi), la presenza di un bilancino e di un disturbatore di frequenza (jammer), uniti al curriculum criminale dell'imputato, sono stati ritenuti elementi sufficienti a escludere la lieve entità, indicando un'attività di spaccio professionale.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso nello spaccio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, il quale richiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo tale attenuante sulla base di una valutazione complessiva degli indici di gravità: l'ingente quantitativo, la diversità delle sostanze (hashish e cocaina), l'elevata purezza, le modalità di confezionamento e il contesto criminale, elementi che delineavano un'attività professionale e non occasionale.
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Rideterminazione pena: no se già scontata
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per la rideterminazione pena. L'imputato chiedeva di ricalcolare la sua sanzione alla luce di modifiche normative più favorevoli, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che una pena già interamente scontata non può essere modificata, poiché il rapporto esecutivo è considerato esaurito. L'argomento basato sulla fungibilità delle pene all'interno di un cumulo è stato ritenuto generico e non provato.
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Fatto di lieve entità: no con ingente quantitativo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la non applicabilità del 'fatto di lieve entità' per un imputato trovato in possesso di un ingente quantitativo di eroina. Secondo la Corte, una quantità di sostanza stupefacente tale da poter ricavare quasi 1900 dosi dimostra un inserimento stabile e professionale nel circuito del narcotraffico, rendendo la condotta incompatibile con l'ipotesi di minima offensività prevista dalla legge.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e lo spaccio
Due individui ricorrono in Cassazione chiedendo di qualificare la loro attività di spaccio come un fatto di lieve entità, data la piccola quantità ceduta in ogni episodio. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che un numero elevato di cessioni dimostra una sistematicità dell'attività criminale che è incompatibile con la nozione di lieve entità. La valutazione, afferma la Corte, deve essere complessiva e non basarsi solo sul singolo dato quantitativo.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo la lieve entità a causa dell'elevato numero di cessioni, della quantità di droga e dei contatti con la criminalità organizzata.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità di droga, ma deve considerare tutti gli indici di professionalità, come il possesso di bilancini di precisione e la suddivisione in dosi, che escludono la lieve entità del reato.
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