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d.l. 23 dicembre 2013, n. 146

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Rimodulazione pena stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la rideterminazione della pena per reati legati agli stupefacenti. La richiesta si basava su una sentenza della Corte Costituzionale che aveva abbassato il minimo edittale. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che la rimodulazione pena stupefacenti non è applicabile, poiché la sentenza originale era già stata emessa sulla base di una cornice sanzionatoria conforme e quindi costituzionalmente legittima, rendendo irrilevante l'intervento successivo della Consulta.
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Divieto di avvicinamento: braccialetto obbligatorio
La Corte di Cassazione, con la sentenza 42892/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di violenza di genere. Analizzando un caso di stalking, ha chiarito che l'applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento deve essere sempre accompagnata dall'uso del braccialetto elettronico. La Corte ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva omesso tale prescrizione, oltre a non specificare i luoghi e la distanza minima di 500 metri, ritenendo queste indicazioni non più discrezionali ma obbligatorie per il giudice a seguito delle recenti riforme legislative.
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Condizioni detentive: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime speciale che lamentava le proprie condizioni detentive. La Corte ha stabilito che l'appello era troppo generico, poiché non specificava in dettaglio come le presunte carenze (mancanza di luce, aria, ecc.) costituissero un trattamento inumano e quale danno specifico fosse stato subito, confermando così la decisione del tribunale di sorveglianza.
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Accesso atti detenuto: la Cassazione fissa i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che concedeva a un detenuto in regime speciale l'accesso a documenti amministrativi per preparare un'istanza di revisione. La Corte ha stabilito che il giudice di merito non aveva adeguatamente motivato la sua decisione, omettendo di bilanciare il diritto di difesa del richiedente con le esigenze di sicurezza pubblica, l'ordine penitenziario e la privacy di altri detenuti coinvolti. Il caso è stato rinviato al Tribunale di Sorveglianza per un nuovo esame che tenga conto di questo necessario bilanciamento di interessi.
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Liberazione anticipata: inammissibile nuova istanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva l'integrazione della liberazione anticipata speciale. La Corte ha stabilito che la questione doveva essere sollevata tramite reclamo avverso il provvedimento originario e non con una nuova istanza, confermando così la decisione del Tribunale di Sorveglianza. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile per motivi procedurali.
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