La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento proposta da un ex dirigente contro una società agroalimentare. Il ricorrente sosteneva di aver concesso in licenza verbale un prezioso know-how relativo alla produzione di verdure surgelate. Tuttavia, i giudici di merito hanno accertato che le informazioni fornite non possedevano i requisiti di segretezza e specificità necessari per la tutela legale. La Suprema Corte ha ribadito che la semplice esperienza professionale, se non adeguatamente individuata e protetta, non costituisce un know-how tutelabile ai sensi del Codice della Proprietà Industriale, qualificando le pretese del ricorrente come mera vanteria professionale.
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