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Art. 978 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 978 Codice Civile

Usufrutto congiuntivo: acquisto in comunione legale
La Corte di Cassazione chiarisce che l'acquisto di un diritto di usufrutto da parte di un coniuge in regime di comunione legale non crea automaticamente un usufrutto congiuntivo con diritto di accrescimento. Se il contratto limita la durata del diritto alla vita del coniuge acquirente, l'usufrutto si estingue con la sua morte, e il coniuge superstite non può rivendicare la continuazione del diritto. La sentenza distingue nettamente tra co-usufrutto, che cade in comunione, e usufrutto congiuntivo, che richiede una specifica pattuizione. La Corte rigetta sia il ricorso della vedova, che occupava l'immobile ritenendosi titolare del diritto, sia il ricorso incidentale dell'ente proprietario volto a ottenere un risarcimento maggiore.
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Titolarità del diritto: prova necessaria per il danno?
Un'azienda agricola ha citato in giudizio un fornitore per averle venduto un prodotto fitosanitario, pubblicizzato come biologico, che in realtà conteneva una sostanza chimica non consentita. Tale contaminazione ha reso invendibili i prodotti agricoli, causando un grave danno economico. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta di risarcimento sostenendo che l'agricoltore non avesse provato la proprietà di tutti i terreni coltivati. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo un punto fondamentale sulla titolarità del diritto: per i danni subiti dall'attività d'impresa (come la perdita dei raccolti e il danno all'immagine), il soggetto legittimato a chiedere il risarcimento è colui che ha subito la perdita economica, a prescindere dalla proprietà dei beni (in questo caso, i terreni) utilizzati per l'attività.
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