LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 948 Codice Civile — Anno 2026

Pagina 3 di 3

Altri anni per Art. 948 Codice Civile

Muro comune: limiti di profondità per le nicchie
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti di utilizzo del muro comune tra proprietà confinanti. Un comproprietario aveva realizzato nicchie oltre la metà dello spessore della muratura. La Corte ha stabilito che l'art. 884 c.c. prevale sulle regole generali, impedendo scavi che superino la linea mediana per tutelare il pari diritto dell'altro proprietario.
Continua »
Usucapione di un terreno: i limiti dell’onere probatorio
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso riguardante l'usucapione di un terreno, confermando che l'onere probatorio per chi agisce in rivendicazione può essere attenuato se il convenuto non contesta l'originaria titolarità del bene. La decisione sottolinea che la valutazione delle prove sul possesso spetta esclusivamente al giudice di merito.
Continua »
Usucapione senza recinzione: nuovi criteri legali
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'**usucapione senza recinzione** in relazione a un terreno trasformato da fondo agricolo a spazio museale all'aperto. I giudici hanno stabilito che, se la destinazione funzionale del bene è incompatibile con una recinzione, il possesso esclusivo può essere dimostrato attraverso altre attività che manifestino la signoria sul bene e l'esclusione di terzi, ribaltando la decisione d'appello che considerava la barriera fisica come elemento indispensabile.
Continua »
Occupazione senza titolo: risarcimento e usucapione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di occupazione senza titolo di un immobile destinato alla valorizzazione, il danno è presunto (in re ipsa). La sentenza chiarisce inoltre i criteri per l'attenuazione dell'onere probatorio nell'azione di rivendicazione e rigetta la domanda di usucapione degli occupanti per mancanza di prove sul possesso uti dominus.
Continua »
Presunzione di condominialità e onere della prova
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un locale tecnico contatori conteso tra un condomino e i proprietari di un'unità immobiliare. Mentre la Corte d'Appello aveva addossato al condomino l'onere di provare la natura comune del bene, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che per i beni indicati dall'art. 1117 c.c. opera la presunzione di condominialità dal momento della prima vendita, e spetta a chi ne vanta la proprietà esclusiva fornire la prova contraria tramite un titolo d'acquisto chiaro.
Continua »
Opposizione di terzo: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso per revocazione, distinguendo tra errore di fatto e valutazione giuridica. In un caso complesso riguardante un'opposizione di terzo da parte di un Comune che rivendicava la proprietà di un'area, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione presentato contro una sua precedente ordinanza. La decisione sottolinea che un disaccordo sull'interpretazione legale non costituisce un errore di fatto idoneo a giustificare la revocazione, confermando l'ammissibilità dell'opposizione di terzo per tutelare il proprietario dagli effetti riflessi di una sentenza tra altre parti.
Continua »
Azione di rivendicazione: prova attenuata e usucapione
La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'azione di rivendicazione e il relativo onere della prova. In un caso di disputa su confini di proprietà, la Corte ha stabilito che la cosiddetta 'probatio diabolica' a carico di chi agisce in rivendica si attenua notevolmente quando il convenuto, per difendersi, eccepisce l'usucapione. Poiché l'usucapione presuppone il possesso di un bene altrui, tale difesa costituisce un riconoscimento della precedente titolarità dell'attore, esonerandolo dalla prova rigorosa della proprietà risalendo a un acquisto a titolo originario. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano ordinato l'arretramento di una costruzione edificata in violazione delle distanze legali.
Continua »
Usucapione: prova con testimoni di altri processi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una proprietaria che contestava l'usucapione di un terreno da parte dei vicini. La Corte ha stabilito che la prova del possesso ad usucapionem può legittimamente basarsi su testimonianze ed elementi raccolti in altri procedimenti, sia civili che penali, a condizione che siano stati ritualmente acquisiti al giudizio. Inoltre, ha chiarito che il possesso utile all'usucapione non si limita alla mera coltivazione, ma deve manifestarsi con atti inequivocabili, come la stipula di contratti di affitto a terzi, che dimostrino la volontà di comportarsi come unici proprietari.
Continua »
Giudicato esterno: l’eccezione blocca un nuovo processo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una precedente sentenza, la quale aveva respinto una richiesta di risarcimento per occupazione abusiva a causa di prove insufficienti, costituisce un giudicato esterno. Tale principio impedisce di avviare una nuova causa identica tra le stesse parti. La Corte ha accolto il ricorso dell'occupante, annullando la decisione d'appello e dichiarando inammissibile la nuova domanda dell'ente pubblico, ribadendo la forza preclusiva del giudicato anche quando basato su un difetto probatorio.
Continua »
Occupazione sine titulo: il danno va sempre provato
Un proprietario ha agito in giudizio per ottenere la liberazione di un box auto e il risarcimento per la sua occupazione sine titulo. La Corte di Cassazione, pur confermando l'ordine di rilascio, ha cassato la sentenza d'appello riguardo la liquidazione del danno. Ha stabilito che il danno da occupazione illegittima non è automatico ('in re ipsa'), ma deve essere specificamente allegato e provato dal proprietario, dimostrando il concreto pregiudizio economico subito, come la perdita di occasioni di locazione.
Continua »