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art. 94, comma 2, d.lgs. 150 del 2022

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Errore di fatto: quando la Cassazione non sbaglia
Un imprenditore, condannato per ricettazione e commercio abusivo di oro, presenta un ricorso straordinario per errore di fatto, sostenendo che la Corte di Cassazione avesse ignorato la documentazione difensiva. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che la contestazione non riguarda un errore percettivo, bensì una valutazione di merito delle prove. La sentenza distingue nettamente l'errore di fatto, che è una svista materiale, dall'errore di giudizio, che non è sindacabile con questo strumento.
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Pericolo di recidivanza: la Cassazione annulla misura
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio un'ordinanza che confermava la misura cautelare degli arresti domiciliari per un'ipotesi di usura risalente al 2010. La Corte ha stabilito che, per giustificare il pericolo di recidivanza, non è sufficiente un generico riferimento a una pendenza giudiziaria più recente, ma occorrono elementi concreti e attuali che dimostrino l'effettivo rischio di reiterazione del reato, elementi che nel caso di specie mancavano.
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Misura cautelare estradizione: la carenza di interesse
La Corte di Cassazione analizza il caso di una misura cautelare estradizione. Sebbene la sospensione della procedura non estingua automaticamente la misura, il ricorso viene dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché un successivo provvedimento ha sospeso il titolo custodiale, rendendo la questione priva di oggetto.
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Rinuncia ai motivi: quando è inefficace nel processo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per un vizio di motivazione. La Corte territoriale aveva erroneamente ritenuto valida la rinuncia ai motivi di appello, nonostante questa fosse condizionata all'accettazione di una proposta di concordato poi respinta dal Procuratore. Tale errore ha portato all'omessa valutazione dei motivi originari. Nelle more del giudizio, essendo maturata la prescrizione del reato, la Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio.
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Gravità indiziaria: ricorso inammissibile per genericità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per narcotraffico. La decisione si fonda sulla genericità del ricorso, che non ha scalfito la valutazione sulla gravità indiziaria basata sulle dichiarazioni di un collaboratore e su plurimi riscontri oggettivi.
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Esigenze cautelari: il tempo trascorso annulla la misura
Un individuo era agli arresti domiciliari per una presunta estorsione. La Corte di Cassazione ha annullato la misura, stabilendo che le esigenze cautelari si erano affievolite a causa del notevole tempo trascorso (oltre quattro anni) da un fatto isolato, rendendo la detenzione non più attuale né necessaria.
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Traffico di influenze: i confini del reato
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso di un indagato, annullando l'ordinanza cautelare per il reato di traffico di influenze illecite. La Corte ha ritenuto non sufficientemente provati gli elementi costitutivi del reato, in particolare l'illiceità della mediazione e il corrispettivo pattuito. Ha invece confermato la gravità indiziaria per l'intestazione fittizia di beni con l'aggravante di agevolare un sodalizio mafioso.
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