Un contribuente utilizzava un credito IVA maturato in un anno per cui la dichiarazione era stata omessa, riportandolo nell'anno successivo. L'Amministrazione finanziaria contestava l'operazione, emettendo una cartella di pagamento e trasformando il credito in debito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23766/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che il diritto al credito IVA omessa dichiarazione non si estingue e non può essere arbitrariamente convertito in una pretesa debitoria. Il ricorso dell'ente impositore è stato ritenuto inammissibile per imprecisione.
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