LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 91 Codice di Procedura Civile

Pagina 177 di 40

Licenziamento motivo oggettivo: inammissibile ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore contro il licenziamento per motivo oggettivo disposto da una società in liquidazione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso non erano conformi ai requisiti procedurali, in quanto miravano a una nuova valutazione dei fatti anziché a denunciare specifici errori di diritto, confermando la legittimità della decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Difetto di conformità: la Cassazione si pronuncia
Un consumatore acquista un'auto usata che subisce una grave avaria al motore poco dopo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14390/2024, ha rigettato il ricorso del venditore, confermando un principio fondamentale: se il problema si manifesta entro sei mesi dalla consegna, si presume il difetto di conformità. Spetta al venditore, e non all'acquirente, l'onere di provare che il bene era esente da vizi al momento della vendita. La Suprema Corte ha chiarito che anche una rottura meccanica improvvisa non esclude questa presunzione di responsabilità.
Continua »
Garanzia vizi appalto: motivazione apparente annulla la sentenza
In un caso di fornitura di prodotti difettosi, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado per motivazione apparente. La Corte d'Appello aveva condannato il fornitore basandosi su un impegno a eliminare i vizi 'documentalmente provato', senza però specificare quali documenti lo dimostrassero. La Suprema Corte ha ritenuto tale motivazione insufficiente, violando il minimo costituzionale. Inoltre, ha censurato l'errata applicazione della disciplina sulla garanzia vizi appalto a una serie di contratti di vendita distinti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Calcolo valore causa: assegno divorzio e spese legali
Un ex marito contesta un assegno di divorzio di 100 euro mensili dopo un accordo transattivo sulla casa familiare. La Corte di Cassazione respinge la sua richiesta nel merito, non riscontrando un miglioramento economico per l'ex moglie. Tuttavia, accoglie il suo ricorso sul calcolo delle spese legali, stabilendo che il calcolo valore causa in queste controversie non è indeterminato ma deve basarsi sull'importo dell'assegno stesso.
Continua »
Contratto a progetto: nullo se è attività ordinaria
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando la decisione della Corte d'Appello di trasformare un contratto a progetto in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte ha stabilito che un contratto a progetto è nullo se il suo oggetto coincide con l'ordinaria attività aziendale del committente, come nel caso di un'operatrice di call center incaricata della promozione pubblicitaria, che rappresenta il core business dell'azienda.
Continua »
Indennità aggiuntiva: sì a ex AAMS assegnati a ETI
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto all'indennità aggiuntiva di fine servizio per un ex dipendente dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) che era stato temporaneamente assegnato all'Ente Tabacchi Italiani (ETI) senza mai essere trasferito in via definitiva. La Corte ha chiarito che, a differenza dei colleghi transitati stabilmente in ETI, il lavoratore rimasto nel ruolo provvisorio del Ministero ha diritto al computo di tale periodo per il calcolo del beneficio, poiché il rapporto di lavoro con l'amministrazione di origine non si è mai interrotto.
Continua »
Indennità aggiuntiva: spetta al dipendente distaccato
Un ex dipendente statale, assegnato temporaneamente a un ente poi privatizzato senza un trasferimento definitivo, ha diritto a vedersi riconosciuta l'indennità aggiuntiva di fine servizio per quel periodo. La Cassazione ha rigettato il ricorso del Fondo di Previdenza, confermando che il rapporto di lavoro resta in capo all'amministrazione di origine, rendendo computabile ai fini del beneficio anche il servizio prestato presso l'altro ente.
Continua »
Indennità aggiuntiva: spetta al dipendente ex AAMS
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'ex dipendente di un'amministrazione autonoma statale, assegnata temporaneamente a un nuovo ente senza mai essere trasferita in via definitiva, ha diritto a percepire l'indennità aggiuntiva di fine servizio anche per il periodo lavorato presso il nuovo ente. La Corte ha chiarito che, non essendoci stato un trasferimento definitivo, il rapporto di lavoro originario con l'amministrazione di appartenenza e il relativo fondo di previdenza non si è mai interrotto, rendendo valido quel periodo ai fini del calcolo dell'indennità.
Continua »
Indennità aggiuntiva: spetta al dipendente distaccato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ex dipendente di un'amministrazione statale, temporaneamente assegnato a un altro ente senza un trasferimento definitivo, ha diritto a percepire l'indennità aggiuntiva di fine servizio. Il servizio prestato presso l'ente di destinazione deve essere computato, poiché il rapporto di lavoro originario non si è mai interrotto. La Corte ha rigettato il ricorso del Fondo di Previdenza, che sosteneva il contrario, chiarendo la distinzione cruciale tra assegnazione provvisoria e trasferimento definitivo.
Continua »
Contratti a termine agricoltura: stop agli abusi
Un lavoratore agricolo, impiegato per decenni da un ente pubblico con continui contratti a termine, ha visto riconosciuto il proprio diritto. La Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che un ente pubblico non economico non è un imprenditore agricolo e non può abusare delle deroghe sui contratti a termine agricoltura. L'eccezione della stagionalità va interpretata in modo restrittivo e la prova spetta al datore di lavoro.
Continua »
Contratti a termine agricoli: limiti e stagionalità
La Corte di Cassazione interviene sulla questione della reiterazione dei contratti a termine agricoli stipulati da un ente pubblico. Con l'ordinanza n. 14251/2024, ha stabilito che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come "imprenditore agricolo" e, pertanto, non può beneficiare delle deroghe previste per il settore. La Corte ha inoltre fornito un'interpretazione restrittiva del concetto di "stagionalità", escludendo le attività continuative. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Compenso lavoro festivo: la tripla retribuzione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sul calcolo del compenso lavoro festivo. La Corte ha confermato la corretta interpretazione del CCNL, che prevede una tripla retribuzione (paga normale, paga per il lavoro svolto e maggiorazione) per le festività lavorate, sottolineando la formazione di un giudicato interno sulla questione.
Continua »
Lavoro festivo: diritto alla tripla retribuzione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a una tripla retribuzione per il lavoro festivo svolto. L'ordinanza chiarisce l'interpretazione del CCNL di settore, stabilendo che al lavoratore spettano tre componenti: la retribuzione per la prestazione, una maggiorazione specifica e la normale paga per la giornata festiva. Il ricorso dell'azienda, che sosteneva un'interpretazione riduttiva, è stato rigettato.
Continua »
Reiterazione illegittima contratti: i limiti per enti
Un lavoratore agricolo ha contestato la reiterazione illegittima contratti a termine da parte di un ente pubblico. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, stabilendo che un ente pubblico non economico non può essere considerato imprenditore agricolo e non beneficia delle deroghe sui limiti di durata dei contratti a termine se non per attività strettamente stagionali, il cui onere della prova spetta al datore di lavoro.
Continua »
Donazione indiretta e calcolo della legittima: la Cassazione
Una nipote ha agito in giudizio per la lesione della sua quota di legittima, sostenendo che due compravendite immobiliari effettuate dai nonni a favore della cugina e del di lei marito costituissero in realtà una donazione indiretta. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14211/2024, ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo due principi fondamentali. Primo, ai fini del calcolo della quota di riserva, devono essere considerate tutte le donazioni effettuate dal defunto, incluse quelle a favore di non coeredi, attraverso l'operazione di riunione fittizia. Secondo, il valore dei beni donati e di quelli relitti deve essere stimato al momento dell'apertura della successione, tenendo conto di tutte le loro caratteristiche, inclusa la potenziale capacità edificatoria. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva escluso dal calcolo la donazione al non coerede e aveva valutato i beni in modo errato.
Continua »
Responsabilità aggravata: no se la domanda è parziale
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per responsabilità aggravata a carico di un professionista. Nonostante un comportamento processuale discutibile durante le trattative, la Corte ha stabilito che la sanzione non è applicabile se la parte non è totalmente soccombente, avendo ottenuto un accoglimento solo parziale della richiesta risarcitoria originaria.
Continua »
Indennità aggiuntiva: vale il servizio in distacco?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14139/2024, ha chiarito che un dipendente pubblico ha diritto all'indennità aggiuntiva anche per il periodo di servizio svolto in assegnazione temporanea presso un altro ente, a condizione che non vi sia stato un trasferimento definitivo. La sentenza sottolinea che, in assenza di un passaggio formale nei ruoli del nuovo ente, il rapporto di lavoro con l'amministrazione di origine persiste, garantendo così la continuità dei diritti previdenziali.
Continua »
Correzione errore materiale: spese e rinvio al ruolo
A seguito di un'istanza per la correzione di un errore materiale, relativa alla mancata distrazione delle spese legali, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione. Il rinvio è dovuto alla pendenza di una questione di massima importanza dinanzi alle Sezioni Unite, riguardante l'addebito delle spese processuali nel procedimento di correzione quando una delle parti si oppone. La Corte attende questa pronuncia per garantire coerenza giurisprudenziale.
Continua »
Perdita di chance: l’illegittimità non basta
Una lavoratrice del settore sanitario ha agito in giudizio contro l'azienda sanitaria per il mancato conferimento di una posizione organizzativa, lamentando l'illegittimità della procedura di selezione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale in materia di risarcimento per perdita di chance: non è sufficiente dimostrare l'illegittimità del comportamento del datore di lavoro, ma è onere del lavoratore provare la concreta e non meramente ipotetica possibilità di ottenere il risultato sperato, qualora la procedura si fosse svolta regolarmente. La Corte ha confermato la decisione d'appello che negava il risarcimento per mancanza di prova sul quantum, ossia sulla reale probabilità di successo della lavoratrice.
Continua »
Indennità aggiuntiva: sì per il personale distaccato
Un ex dipendente di un'amministrazione autonoma statale, assegnato temporaneamente a un ente pubblico economico, ha diritto all'indennità aggiuntiva di fine servizio per quel periodo. La Cassazione ha stabilito che, non essendoci stato un trasferimento definitivo, il rapporto di lavoro ai fini previdenziali è rimasto con l'amministrazione di origine, rendendo valido il servizio prestato presso l'ente esterno.
Continua »