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Art. 88 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

Cessazione materia contendere: fine del processo
Un lungo contenzioso tributario tra un'agenzia fiscale e una società finanziaria, relativo a una richiesta di rimborso IRES e IRAP, si conclude con un accordo. Le parti hanno presentato una dichiarazione di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese. Questo caso evidenzia come un accordo bonario possa porre fine a complesse e pluriennali dispute fiscali.
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Cessazione materia del contendere: la rinuncia al ricorso
Una lunga controversia fiscale tra un'Amministrazione Finanziaria e una società per un cospicuo rimborso IRES e IRAP si è conclusa in Cassazione. Dopo anni di sentenze e ricorsi, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, presentando una dichiarazione di rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, estinguendo il giudizio senza decidere nel merito.
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Rimborso IRES-IRAP: estinzione per accordo
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso IRES-IRAP per l'anno 1998, sostenendo di aver perso la soggettività passiva. Dopo un lungo contenzioso che ha attraversato tutti i gradi di giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Omessa pronuncia: la Cassazione cassa la sentenza
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deducibilità di alcuni costi e una sopravvenienza attiva. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto le ragioni della società sui costi, ma ha omesso di pronunciarsi sulla sopravvenienza attiva. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione sui costi, ma ha cassato la sentenza per il vizio di omessa pronuncia, rinviando il caso al giudice d'appello per una nuova valutazione sul punto non trattato.
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Sopravvenienza attiva: tassabile la riduzione dei debiti?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione di un debito contributivo, ottenuta grazie a una legge agevolativa per aree colpite da calamità naturali, costituisce una sopravvenienza attiva tassabile. Una società cooperativa aveva beneficiato di uno stralcio del 60% dei suoi debiti pregressi verso l'INPS. L'Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione tale importo come IRES, sostenendo che, essendo i contributi originari costi deducibili, la loro successiva cancellazione generasse un reddito imponibile. La Suprema Corte ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, affermando che la tassazione della sopravvenienza attiva è necessaria per evitare un indebito doppio beneficio fiscale (deduzione del costo e successiva esenzione sulla sua cancellazione). La sentenza chiarisce che il beneficio concesso dalla legge agevolativa riguarda il debito contributivo e non si estende automaticamente a un'esenzione fiscale.
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