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Art. 872 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 872 Codice Civile

Distanze tra costruzioni: DM 1444/68 si applica sempre
In una lunga disputa tra proprietari confinanti, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di distanze tra costruzioni. La Corte ha sentenziato che la distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate, prevista dal D.M. 1444/1968, si applica direttamente anche quando i piani regolatori locali sono silenti o prevedono solo l'inedificabilità, come in una zona agricola. Inoltre, ha ribadito che in caso di violazione delle norme edilizie e antisismiche, il rimedio principale è il ripristino della situazione originaria (demolizione o arretramento) e non il semplice risarcimento del danno, a tutela del diritto di proprietà e della sicurezza pubblica. La sentenza di merito è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Distanze legali: estinzione del giudizio in Cassazione
Una complessa controversia immobiliare riguardante la violazione delle distanze legali tra costruzioni confinanti è giunta in Cassazione. La lite, iniziata con domande reciproche di demolizione, si è conclusa inaspettatamente con una declaratoria di estinzione del giudizio. Le parti, infatti, hanno presentato una rinuncia reciproca al ricorso principale e a quello incidentale, portando la Suprema Corte a chiudere il procedimento senza una decisione nel merito, lasciando così definitiva la sentenza d'appello.
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Danno a immobile abusivo: risarcimento negato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di richiesta di risarcimento per danni a un edificio, causati da scavi su un terreno confinante. Il proprietario del terreno su cui sono stati eseguiti gli scavi si era difeso sostenendo che l'immobile danneggiato fosse abusivo. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito che aveva concesso il risarcimento, stabilendo due principi chiave: in primo luogo, la motivazione di una sentenza d'appello che si limita a confermare la precedente senza un'analisi critica è solo "apparente" e quindi nulla; in secondo luogo, ha ribadito che il danno a immobile abusivo non è risarcibile, poiché un bene illegale non possiede un valore di mercato tutelabile dall'ordinamento giuridico e il danno non può essere considerato "ingiusto".
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Distanze legali costruzioni: la delibera è valida?
Una società edilizia, appellandosi a una delibera comunale permissiva, ha visto il suo ricorso respinto dalla Cassazione in una controversia sulle distanze legali costruzioni. La Corte ha ribadito che i regolamenti nazionali (DM 1444/1968) prevalgono sulle norme locali meno restrittive, che non hanno completato l'iter di approvazione regionale. Di conseguenza, la nuova costruzione deve essere arretrata per rispettare le distanze minime imposte dalla legge nazionale, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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