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Art. 86 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Penale

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Autodifesa nel processo penale: vietata anche per l’avvocato
Un imputato, avvocato di professione, ha proposto personalmente ricorso per Cassazione contro la sentenza di condanna emessa dal Tribunale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. I giudici hanno chiarito che l'autodifesa nel processo penale non è ammessa per l'impugnazione di legittimità, anche se l'imputato è un legale. La riforma del 2017 impone la sottoscrizione esclusiva da parte di un difensore iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. L'imputato deve sempre farsi rappresentare da un altro professionista. Il ricorrente ha subito la condanna al pagamento delle spese di giudizio e a un versamento di quattromila euro alla Cassa delle ammende.
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Appello parte civile: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una parte civile, confermando la decisione della Corte d'Appello. L'inammissibilità dell'appello della parte civile è stata motivata da due errori procedurali decisivi: la mancata presentazione delle conclusioni scritte in primo grado, interpretata come revoca tacita della costituzione, e la sottoscrizione personale dell'atto di appello anziché da parte del difensore. La sentenza ribadisce il rigore formale necessario per l'esercizio dell'azione civile nel processo penale.
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