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Art. 832 Codice Civile

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Comunione forzosa del muro: chi può chiederla?
Un proprietario ha citato in giudizio i vicini per danni causati da una tettoia appoggiata al suo muro. Oltre al risarcimento, ha richiesto un'indennità per la comunione forzosa del muro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la facoltà di chiedere la comunione forzosa spetta esclusivamente a chi costruisce in appoggio al muro altrui, e non al proprietario del muro stesso. Quest'ultimo può solo domandare la rimozione dell'opera o il risarcimento dei danni.
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Assegnazione casa coniugale: quando decade il diritto
Una società acquista un immobile all'asta, gravato da un provvedimento di assegnazione della casa coniugale a favore della precedente proprietaria e del figlio. Il Tribunale, pur riconoscendo l'opponibilità iniziale del provvedimento, ha stabilito la cessazione del diritto. La decisione si fonda sul principio di autoresponsabilità del figlio, ormai maggiorenne da anni e con un percorso di studi concluso, ritenendo che il suo interesse a permanere nell'immobile sia recessivo rispetto al diritto di proprietà del terzo acquirente, che ha subito il vincolo per quasi sedici anni.
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ICI su immobile pignorato: chi paga il conto?
Con la sentenza n. 34593 del 30/12/2019, la Corte di Cassazione, Sez. V Civile, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI su immobile pignorato. Un contribuente, il cui bene era stato sottoposto a pignoramento, si opponeva a un avviso di accertamento ICI, sostenendo di non essere più il soggetto passivo del tributo. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il pignoramento non priva il proprietario del suo diritto, ma impone solo dei vincoli. L'obbligo di versare l'imposta cessa unicamente con l'emissione del decreto di trasferimento a seguito dell'espropriazione, non prima.
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Danno non patrimoniale: risarcimento per odori molesti
Un proprietario di immobile ha citato in giudizio i vicini a causa di perdite da una condotta fognaria che provocavano miasmi e liquami. Il Tribunale ha respinto la richiesta di risarcimento per i danni materiali all'appartamento per mancanza di prova sul nesso di causalità. Tuttavia, ha accolto la domanda di risarcimento per danno non patrimoniale, quantificato in 5.000 euro, riconoscendo che le immissioni moleste e prolungate hanno leso il diritto del proprietario a godere del proprio immobile, un diritto costituzionalmente tutelato.
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