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Art. 832 Codice Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 832 Codice Civile

Agevolazioni Prima Casa: Mandato a Vendere non Basta per il Fisco
Un Contribuente ha usufruito delle agevolazioni prima casa per un immobile a Reggio Emilia. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questo beneficio, poiché il Contribuente aveva già goduto delle stesse agevolazioni per un precedente immobile nello stesso comune. Il Contribuente aveva conferito il primo immobile alla moglie tramite un 'mandato a vendere' con clausola di 'trasferimento fiduciario'. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Ha stabilito che il mandato a vendere non trasferisce immediatamente la proprietà. Pertanto, il Contribuente era ancora proprietario del primo immobile al momento del secondo acquisto, perdendo il diritto alle agevolazioni prima casa.
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Rendita catastale parchi eolici: torri escluse dal calcolo fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società proprietaria di un impianto per l'energia rinnovabile, rideterminando al rialzo la rendita catastale parchi eolici. L'ufficio finanziario ha inserito nella stima il valore delle torri di sostegno in acciaio, qualificandole come fabbricati stabili e negando la qualifica di macchinari imbullonati esenti. La società ha contestato l'atto impositivo sostenendo la piena funzionalità della torre alla generazione di energia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che le torri eoliche fanno parte integrante del meccanismo di produzione e non rappresentano semplici costruzioni. I giudici hanno quindi escluso le strutture dal calcolo del valore fiscale dell'impianto.
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Rendita catastale impianti eolici: Torri escluse dalla tassazione?
L'Azienda, proprietaria di un parco eolico, ha contestato l'inclusione delle torri eoliche nel calcolo della rendita catastale impianti eolici da parte dell'Agenzia delle Entrate. La Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto legittima tale inclusione, considerando le torri come costruzioni. La Corte di Cassazione, richiamando una nuova normativa (Legge di Stabilità 2016), ha stabilito che gli elementi funzionali allo specifico processo produttivo di energia, anche se stabilmente fissati al suolo, devono essere esclusi dalla stima catastale se svolgono una funzione attiva ed essenziale della macchina, non solo di mero supporto. La Corte ha accolto il ricorso dell'Azienda, cassando la sentenza e rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Rendita catastale impianti eolici: la torre non paga tasse
Una società proprietaria di un parco eolico ha presentato la dichiarazione catastale escludendo dal calcolo del valore le componenti tecnologiche dell'impianto, compresa la torre in acciaio. L'Agenzia delle Entrate ha rettificato la stima aumentando il valore fiscale e includendovi la torre di sostegno, considerata una vera e propria costruzione edile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la Rendita catastale impianti eolici non deve comprendere le strutture che svolgono una funzione attiva indispensabile al processo produttivo. La torre non è un mero edificio, ma forma un unicum con l'aerogeneratore ed è perciò esente come macchinario imbullonato. La decisione della Commissione Tributaria Regionale è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo della rendita.
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Uso delle parti comuni in condominio: cantine e allacci abusivi
Un condomino ha impugnato la delibera assembleare che gli imponeva di staccare gli allacci abusivi ai servizi comuni e chiudere le prese d'aria nelle proprie cantine, vietandone l'uso commerciale o abitativo. L'erede del condomino ha proseguito la causa fino in Cassazione, sostenendo che l'assemblea avesse invaso la sua proprietà privata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la delibera è legittima perché tutela l'uso delle parti comuni in condominio. L'assemblea può infatti vietare allacciamenti che sovraccaricano gli impianti comuni e alterano la sicurezza o il decoro dell'edificio, senza che ciò costituisca una lesione della proprietà privata del singolo condomino. L'erede è stato condannato a pagare le spese processuali.
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Convenzione di lottizzazione: scontro tra Comune e privati
I proprietari di un'area di 60.000 mq hanno chiesto il risarcimento dei danni al Comune e alla Provincia per l'inadempimento di una convenzione di lottizzazione e per la perdita della proprietà del terreno, occupato e trasformato per la costruzione di una scuola. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la Cassazione, rilevando la complessità delle questioni giuridiche relative alla natura del vincolo urbanistico e alla data dell'illecito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per discuterla in udienza pubblica con la partecipazione del Pubblico Ministero, rimandando la decisione finale.
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Coltivare non basta: negata l’usucapione di un terreno
Un cittadino ha chiesto l'accertamento dell'avvenuta usucapione di un terreno che sosteneva di aver coltivato per oltre vent'anni. Il tribunale e la corte d'appello hanno rigettato la domanda, rilevando che sul fondo vi era un rudere non compreso nella richiesta e che la coltivazione era avvenuta solo per periodi insufficienti. Inoltre, il terreno non era recintato. La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso, confermando che la semplice coltivazione di un fondo non basta a dimostrare l'usucapione di un terreno. Per ottenere la proprietà è necessario un possesso esclusivo e visibile, manifestato con atti inequivocabili come la recinzione dell'area, che dimostrino l'intenzione di comportarsi come unico proprietario (uti dominus) escludendo gli altri. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Donazione di bene usucapito: valida anche senza la sentenza
Una coppia di coniugi ha donato al figlio un immobile, dichiarando nell'atto di averlo acquistato per usucapione, senza però una precedente sentenza del giudice che lo accertasse. I parenti hanno impugnato l'atto chiedendone la nullità. La Corte d'Appello ha dichiarato nulla la donazione, ritenendola una donazione di cosa altrui. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dei donanti, stabilendo che la donazione di bene usucapito è valida anche senza un preventivo accertamento giudiziale dell'usucapione. Se il tempo necessario per usucapire è già decorso al momento dell'atto, il bene è già di proprietà del donante. La causa è stata rinviata per verificare l'effettivo possesso ultraventennale alla data della donazione.
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Rendita catastale: le torri eoliche non sono immobili
L'Azienda proprietaria di un parco eolico ha contestato la decisione dell'Amministrazione Finanziaria di aumentare la rendita catastale del proprio impianto. L'ufficio tributario aveva incluso nel calcolo del valore anche le torri di acciaio che sostengono le pale eoliche, considerandole come normali costruzioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. I giudici hanno stabilito che le torri eoliche non sono semplici elementi strutturali passivi. Esse svolgono un ruolo attivo e fondamentale nel processo di produzione dell'energia, contrastando la forza del vento. Di conseguenza, questi elementi rientrano tra i macchinari funzionali all'attività produttiva e devono essere esclusi dal calcolo della rendita catastale. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello e ha rinviato la causa a un nuovo giudice per ricalcolare correttamente il valore fiscale dell'impianto.
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Rendita catastale e parchi eolici: fisco battuto in Cassazione
Una società proprietaria di un parco eolico ha contestato la rettifica della rendita catastale operata dall'Agenzia delle Entrate, che includeva nel calcolo anche il valore delle torri di sostegno degli aerogeneratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che le torri eoliche non devono essere conteggiate per determinare la rendita catastale. Questi elementi, infatti, non sono semplici costruzioni passive, ma componenti essenziali e attive del processo di produzione dell'energia, in quanto contrastano la forza del vento per far funzionare i generatori. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello e ha rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale per ricalcolare la corretta rendita catastale escludendo il valore delle torri.
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Rendita catastale parco eolico: torri escluse dalle tasse
L'Azienda, proprietaria di un impianto per la produzione di energia pulita, ha contestato l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che includeva la torre eolica nel calcolo delle imposte. Il fisco pretendeva di tassare la struttura di sostegno considerandola un immobile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la torre d'acciaio è un elemento funzionale al processo produttivo e non una semplice costruzione. Di conseguenza, la torre deve essere esclusa dalla stima diretta per determinare la rendita catastale parco eolico. La Suprema Corte ha quindi annullato la decisione precedente e ha rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame, confermando che i macchinari industriali imbullonati non scontano le tasse sulla proprietà immobiliare.
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Occupazione senza titolo: risarcimento negato senza prove
Gli eredi di un proprietario terriero hanno chiesto al Comune il risarcimento per l'occupazione e la trasformazione di un loro terreno. I proprietari pretendevano che il risarcimento fosse calcolato sul valore del terreno dopo una successiva lottizzazione e chiedevano i danni per l'occupazione senza titolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che il risarcimento per la perdita della proprietà si calcola al momento della trasformazione irreversibile del bene. Inoltre, il danno da occupazione senza titolo non è automatico (in re ipsa), ma richiede che il proprietario provi concretamente di aver perso un'occasione di guadagno, come la vendita o l'affitto del bene, anche tramite semplici indizi. Il Comune ha quindi vinto la causa.
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Distanze legali: il box sul confine non supera il muro comune
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei proprietari di un immobile contro la decisione che riteneva legittimo un box auto costruito dal vicino. Il vicino aveva ottenuto la comunione forzosa del muro di confine, ma il box superava in altezza e larghezza la sagoma del muro stesso, violando le distanze legali e i regolamenti comunali. Inoltre, il vicino aveva installato una scossalina metallica direttamente sulla parete esclusiva dei ricorrenti, invadendo la loro proprietà. La Cassazione ha chiarito che la comunione del muro non permette di superarne l'altezza senza consenso e che le contestazioni su infiltrazioni e distanze della rampa di accesso non erano domande nuove in appello. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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IMU su terreno occupato abusivamente: il proprietario deve pagare
Il Comune ha emesso un avviso di accertamento per il pagamento dell'IMU nei confronti di una proprietaria di un terreno. La contribuente si è opposta sostenendo che l'area era occupata abusivamente da terzi e che, mancando il possesso materiale, non fosse dovuto il tributo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che l'IMU su terreno occupato abusivamente è comunque dovuta. Il presupposto dell'imposta è infatti la titolarità del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul bene, a prescindere dal possesso di fatto o dall'effettivo utilizzo del terreno. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio.
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Danno da occupazione abusiva: casa acquistata ma inutilizzabile
I Nuovi Proprietari di un appartamento hanno agito in giudizio per ottenere la liberazione dell'immobile occupato da un soggetto privo di un valido titolo d'acquisto. L'occupante si difendeva invocando un vecchio contratto preliminare del 1977 firmato con un solo comproprietario. I giudici di merito hanno ordinato il rilascio del bene e condannato l'occupante al risarcimento. Giunta la causa in Cassazione, i giudici hanno rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla natura del risarcimento. La questione centrale riguarda se il danno da occupazione abusiva sia automatico (in re ipsa) o se richieda la prova della concreta intenzione del proprietario di utilizzare il bene. La Corte di Cassazione ha quindi deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa che le Sezioni Unite risolvano questo fondamentale dubbio giuridico.
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Rendita catastale pale eoliche: torre esente, no a tasse edili
Un'azienda proprietaria di un parco eolico ha proposto una riduzione della rendita catastale escludendo dal calcolo l'aerogeneratore e la sua torre di sostegno. L'Agenzia delle Entrate ha rettificato la rendita reinserendo il valore della torre, considerandola una costruzione edile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la torre costituisce parte integrante e attiva del macchinario per la produzione di energia. Di conseguenza, la torre deve essere esclusa dal calcolo della rendita catastale pale eoliche in quanto rientrante nella categoria dei macchinari funzionali al processo produttivo (i cosiddetti imbullonati). La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Rendita catastale impianti eolici: la torre non è una costruzione
Una società proprietaria di un aerogeneratore ha proposto la rideterminazione della rendita catastale escludendo la torre di sostegno, considerandola parte del macchinario esente. L'Agenzia delle Entrate ha invece incluso la torre, mantenendo la rendita quasi invariata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la torre costituisce un elemento essenziale del macchinario e non una semplice costruzione. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione precedente e ha ordinato un nuovo esame per ricalcolare correttamente la rendita catastale impianti eolici.
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Occupazione senza titolo: scontro sul risarcimento del danno
Una società proprietaria di alcune aree adibite a parcheggio agisce contro un condominio che le occupa abusivamente. Ottenuto l'ordine di rilascio, sorge il problema del risarcimento del danno per l'occupazione senza titolo. La Corte d'Appello nega il risarcimento ritenendo non provato il danno. La Cassazione, rilevando un forte contrasto giurisprudenziale sulla natura del danno da occupazione senza titolo (se sia un danno implicito 'in re ipsa' o se richieda una prova specifica del mancato guadagno), decide di rimettere la questione alle Sezioni Unite per ottenere una decisione definitiva e fare chiarezza.
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Rendita catastale impianti eolici: la torre è esente
Una società proprietaria di un aerogeneratore proponeva la riduzione della rendita catastale escludendo la torre di sostegno, considerandola un macchinario esente secondo la disciplina degli imbullonati. L'Agenzia delle Entrate rettificava la rendita includendo la torre. La Commissione Tributaria Regionale dava ragione al Fisco, ritenendo la torre una costruzione stabile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la torre costituisce parte integrante dell'impianto eolico e non una semplice costruzione. La Corte ha chiarito che la rendita catastale impianti eolici deve escludere la torre di sostegno poiché essa è un elemento funzionale attivo essenziale per la produzione di energia. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Occupazione senza titolo: risarcimento dovuto anche senza prove
Una società immobiliare acquista all'asta degli immobili che vengono però occupati abusivamente da un privato. La società chiede il risarcimento dei danni per l'impossibilità di vendere o locare i beni. La Corte d'Appello rigetta la domanda ritenendo che il danno non sia automatico e manchi la prova scritta delle trattative perse. Le Sezioni Unite della Cassazione risolvono un contrasto stabilendo che l'occupazione senza titolo non produce un danno automatico (in re ipsa), ma un "danno presunto". Il proprietario deve allegare la perdita della possibilità di godere del bene. Se l'occupante non contesta specificamente, il danno si considera provato e può essere calcolato in base al valore di mercato degli affitti. La Corte accoglie il ricorso della società, ammettendo anche la prova per testimoni delle vendite sfumate.
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