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Art. 83 TUIR

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Accertamento induttivo: onere della prova sui costi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento induttivo basato sulla percentuale di ricarico dell'anno precedente. Se l'amministrazione finanziaria ha già considerato presuntivamente i costi, spetta al contribuente fornire la prova di costi maggiori per ottenerne la deduzione. La mancata esibizione delle scritture contabili giustifica il ricorso a tale metodo di accertamento.
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Accertamento induttivo puro: onere della prova sui costi
Una società ha impugnato un avviso di accertamento basato su un metodo induttivo puro, sostenendo che il Fisco non avesse considerato adeguatamente i costi, tassando così il reddito lordo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nell'accertamento induttivo basato su una percentuale di ricarico, i costi sono intrinsecamente inclusi nel calcolo. Pertanto, spetta al contribuente l'onere di provare l'esistenza di costi ulteriori e maggiori rispetto a quelli già considerati presuntivamente dall'amministrazione finanziaria.
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Presunzione distribuzione utili: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento IRPEF nei confronti del socio unico di una S.r.l. L'accertamento si basava sulla presunzione di distribuzione utili non dichiarati dalla società, la quale aveva omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte ha stabilito che tale presunzione è valida e che, in questo caso specifico, non era necessario un contraddittorio preventivo tra Fisco e contribuente prima dell'emissione dell'atto.
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Sale and lease back: la plusvalenza si tassa per competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17947/2025, ha stabilito che la plusvalenza generata da un'operazione di sale and lease back non deve essere tassata interamente nell'anno di realizzo, ma va ripartita per competenza lungo la durata del contratto di leasing. La Corte ha sottolineato che il sale and lease back è un'operazione con causa finanziaria, finalizzata a fornire liquidità all'impresa, e non una semplice compravendita. Pertanto, prevale il principio della sostanza sulla forma, e la disciplina civilistica (art. 2425 bis c.c.) deroga a quella fiscale generale sulle plusvalenze (art. 86 TUIR).
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Agevolazioni fiscali cooperative: dichiarazione corretta
Una società cooperativa si è vista negare le agevolazioni fiscali per non aver compilato correttamente la dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha confermato che, per ottenere i benefici, non basta possedere i requisiti sostanziali, ma è indispensabile adempiere agli obblighi formali, come la corretta compilazione dei quadri dichiarativi, per consentire al Fisco di effettuare i controlli.
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Plusvalenza lease back: come si tassa? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito il corretto trattamento fiscale della plusvalenza lease back. L'Agenzia delle Entrate sosteneva la tassazione immediata e integrale nell'anno della cessione del bene. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la plusvalenza derivante da un'operazione di sale and lease-back deve essere ripartita e tassata lungo tutta la durata del contratto di leasing. Questa decisione si fonda sul principio della prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica, riconoscendo la natura finanziaria dell'operazione piuttosto che quella di una mera vendita.
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Deduzione costi forfetaria: la nuova Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19574/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento fiscale. A seguito del rinvenimento di una contabilità "in nero", una società e i suoi soci venivano raggiunti da un avviso di accertamento. Dopo la conferma nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dei contribuenti sul punto relativo al mancato riconoscimento dei costi. In particolare, è stato affermato che anche nell'ambito di un accertamento analitico-induttivo, il contribuente può opporre una prova presuntiva contraria eccependo una deduzione costi forfetaria in percentuale sui maggiori ricavi accertati. La decisione cassa la sentenza precedente e rinvia la causa per un nuovo esame alla luce di questo principio.
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Società di comodo: test inapplicabile a neocostituite
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22007/2025, ha annullato un accertamento fiscale contro una società neocostituita. La Corte ha stabilito che il test di operatività triennale per qualificare una società di comodo non è applicabile se l'azienda non ha almeno due esercizi sociali completi antecedenti a quello accertato. Inoltre, ha ribadito che la disciplina nazionale sulle società di comodo è incompatibile con la normativa europea sull'IVA, non potendo limitare il diritto alla detrazione sulla base di presunzioni di non operatività.
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