LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 828 Codice Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 828 Codice Civile

Espropriazione Usi Civici: Invalida Senza Sdemanializzazione
Una società energetica scopre di aver acquistato da un Comune dei terreni che in realtà le appartenevano già, a seguito di un'espropriazione del 1927. Il Comune si difende sostenendo che quei terreni, gravati da usi civici, non potevano essere espropriati. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilisce un principio fondamentale: l'espropriazione usi civici è illegittima se non preceduta da un apposito atto formale di 'sdemanializzazione'. I terreni di dominio collettivo sono assimilabili ai beni demaniali e non possono perdere il loro vincolo a seguito di un semplice decreto di esproprio. La loro speciale natura giuridica richiede una procedura specifica per cambiarne la destinazione, che qui mancava.
Continua »
Espropriazione terreni uso civico: bacino idroelettrico illegittimo
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite affronta il tema della espropriazione terreni uso civico. Un Comune si opponeva a due aziende energetiche, sostenendo l'illegittimità di un'espropriazione avvenuta decenni prima per costruire un bacino idroelettrico. I terreni, infatti, erano di proprietà collettiva. Le aziende ritenevano l'esproprio per pubblica utilità sufficiente a estinguere tali diritti. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: i terreni di dominio collettivo sono assimilabili ai beni demaniali e non possono essere espropriati senza un preventivo e formale atto di 'sdemanializzazione'. In assenza di tale provvedimento, il decreto di esproprio è invalido. La vittoria va quindi al Comune, riaffermando la speciale protezione di queste proprietà.
Continua »
Usucapione: nuove regole per i terreni espropriati
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un contrasto giurisprudenziale riguardante la possibilità di invocare l'**usucapione** su terreni validamente espropriati ma rimasti nella disponibilità materiale del precedente proprietario. La Corte ha stabilito che il decreto di esproprio, una volta conosciuto o eseguito, trasforma automaticamente il possesso del privato in mera detenzione precaria. Tale mutamento impedisce il decorso del tempo utile per l'**usucapione**, a meno che il privato non compia un esplicito atto di interversione del possesso. La decisione distingue tra il vecchio regime normativo e quello introdotto dal Testo Unico del 2001, confermando che la mancata realizzazione dell'opera pubblica non ripristina automaticamente il possesso utile, ma apre semmai la strada alla retrocessione del bene.
Continua »