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Art. 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

Sequestro probatorio informatico: l’interesse a ricorrere
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indagato ha sempre un interesse concreto e attuale a impugnare un decreto di sequestro probatorio informatico, anche dopo la restituzione dei dispositivi fisici. La conservazione di una copia forense dei dati da parte dell'autorità giudiziaria lede il diritto alla disponibilità esclusiva del proprio patrimonio informativo, giustificando la richiesta di riesame. La Corte ha annullato l'ordinanza che dichiarava inammissibile il ricorso, rinviando al Tribunale per una nuova valutazione nel merito.
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Sequestro smartphone: i limiti al potere del PM
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando l'annullamento di un sequestro smartphone ritenuto meramente esplorativo. La sentenza stabilisce che il decreto di sequestro deve essere dettagliatamente motivato, specificando i dati da cercare, i criteri di selezione e l'arco temporale, per bilanciare le esigenze investigative con il diritto alla privacy. L'interesse a impugnare il sequestro permane anche dopo la restituzione del dispositivo, se è stata estratta una copia forense dei dati.
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Sequestro probatorio: i limiti alla perquisizione
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un sequestro probatorio di un telefono cellulare, ritenendolo illegittimo. La decisione si fonda sulla mancanza di una motivazione specifica che colleghi il dispositivo al reato e sulla violazione del principio di proporzionalità, in quanto il decreto non definiva l'oggetto della ricerca, trasformando l'atto in un'indagine meramente esplorativa.
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Sequestro probatorio smartphone: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un decreto di sequestro probatorio smartphone. Il provvedimento del Pubblico Ministero, che disponeva l'acquisizione della totalità dei dati, è stato ritenuto illegittimo per difetto di motivazione sulla pertinenzialità e sulla proporzionalità, configurandosi come un'indagine esplorativa non consentita.
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Sequestro probatorio e UE: serve il giudice prima?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro probatorio di dispositivi elettronici disposto dal Pubblico Ministero. L'indagato sosteneva che l'atto fosse illegittimo per contrasto con il diritto dell'Unione Europea, che richiede l'autorizzazione di un giudice o di un organo terzo. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il controllo giurisdizionale successivo, effettuato dal Tribunale del riesame, è sufficiente a sanare la mancanza di un'autorizzazione preventiva, garantendo così i diritti dell'indagato.
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Sequestro cellulare: limiti e restituzione dei dati
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di sequestro cellulare, giudicandolo illegittimo perché eccessivamente esteso e privo di adeguata motivazione. La sentenza stabilisce che, anche dopo la restituzione del dispositivo, l'interessato ha diritto a contestare la detenzione di una copia forense integrale dei suoi dati. Il sequestro di dati informatici deve rispettare il principio di proporzionalità, limitando l'acquisizione alle sole informazioni pertinenti all'indagine o specificando chiaramente i criteri di selezione, cosa non avvenuta nel caso di specie. Di conseguenza, è stata ordinata l'immediata restituzione della copia dei dati.
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Sequestro probatorio: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro probatorio a carico di un pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla violazione del principio di proporzionalità e sulla mancanza di una motivazione adeguata. Secondo la Corte, non è ammissibile un sequestro 'onnivoro' di dati informatici senza specificare le ragioni, i criteri di selezione e la pertinenza con i reati ipotizzati. La sentenza ribadisce la necessità di un controllo rigoroso da parte del giudice per tutelare i diritti fondamentali alla riservatezza.
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Sequestro probatorio sproporzionato: limiti e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro di dispositivi informatici a carico di due imprenditori indagati per corruzione. La Corte ha stabilito che un sequestro probatorio sproporzionato, che non indica specifici criteri di selezione dei dati (temporali, per parole chiave, etc.), è illegittimo e nullo. Tale misura si configura come una ricerca meramente esplorativa, in violazione dei principi di proporzionalità e adeguatezza e dei diritti fondamentali della persona.
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