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Art. 8 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

Sequestro probatorio smartphone: illegittimo senza limiti di tempo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava il sequestro di tre smartphone. Sebbene i dispositivi fossero stati restituiti al proprietario, il Pubblico Ministero aveva trattenuto una copia forense integrale di tutti i dati. La Corte ha stabilito che il **sequestro probatorio smartphone** è illegittimo se il decreto non indica una precisa 'perimetrazione temporale', ovvero un arco di tempo definito per la ricerca dei dati. Acquisire l'intera memoria digitale di una persona senza limiti specifici costituisce una violazione sproporzionata del diritto alla privacy e alla riservatezza. Di conseguenza, il provvedimento è stato annullato con rinvio per una nuova valutazione.
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Sequestro probatorio e tutela dei dati digitali
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile il riesame contro un **sequestro probatorio** di smartphone e tablet. Nonostante la restituzione dei dispositivi fisici, l'indagato manteneva l'interesse a contestare il trattenimento delle copie dei dati estratti. La Corte ha stabilito che il vero oggetto del sequestro è il dato informatico, non solo il supporto. Poiché il decreto di sequestro era generico e privo di criteri selettivi, la misura è stata ritenuta sproporzionata e lesiva del diritto alla riservatezza, portando alla restituzione integrale dei dati senza trattenimento di copie.
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Indagini bancarie: la Cassazione e la CEDU
Un contribuente contesta un accertamento fiscale basato su indagini bancarie, sollevando questioni di privacy e violazione dei diritti fondamentali. A seguito di una sopravvenuta sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), che ha condannato l'Italia per la sua normativa in materia, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha rinviato il caso a una nuova udienza per permettere alle parti di discutere le implicazioni della pronuncia europea, sospendendo di fatto la decisione finale.
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Data positioning: prova autonoma e utilizzabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42166 del 2024, ha stabilito che i dati di localizzazione cellulare (data positioning) costituiscono una prova autonoma e pienamente utilizzabile, anche quando le intercettazioni telefoniche che ne hanno originato la richiesta vengano dichiarate inutilizzabili. Secondo la Corte, se l'acquisizione del data positioning è stata regolarmente autorizzata da un giudice, essa non costituisce un mero riflesso della captazione invalida, ma una prova atipica a sé stante, la cui acquisizione non lede la segretezza delle comunicazioni e può legittimamente fondare un sequestro preventivo.
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Utilizzabilità tabulati telefonici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per tentata rapina e furto, rigettando il ricorso di un imputato. Il caso verteva sulla legittimità dell'uso dei tabulati telefonici acquisiti prima della riforma del 2021. La Corte ha stabilito che l'utilizzabilità dei tabulati telefonici è ammessa se supportata da altri elementi di prova, validando la disciplina transitoria introdotta dal legislatore italiano come non confliggente con il diritto dell'Unione Europea. La sentenza ribadisce che la testimonianza di un coimputato, se riscontrata da altre prove, è pienamente valida.
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