Il Tribunale di Roma ha autorizzato la vendita beni minori riguardante una quota di un immobile pervenuto per successione. La decisione si basa sulla perizia tecnica che attesta la congruità del prezzo e sul parere favorevole del Giudice Tutelare, imponendo il vincolo delle somme ricavate a tutela del minore.
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Il Tribunale di Milano si è pronunciato sulla gestione di un'eredità con minori, autorizzando la vendita beni eredi minori relativa a un veicolo e il voto per l'approvazione del bilancio. Il giudice ha invece negato la necessità di autorizzazione per la nomina di amministratori o lo spostamento di fondi tra conti correnti.
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La Corte d'Appello ha confermato l'autorizzazione alla vendita beni ereditari richiesta dagli esecutori testamentari per onorare debiti e legati. Nonostante l'opposizione dei coeredi basata sulla presunta falsità del testamento e sulla mancanza di liquidità certa, i giudici hanno ritenuto prevalente la necessità di adempiere alle volontà della testatrice, tutelando la massa ereditaria attraverso il vincolo del ricavato su un conto dedicato.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un erede contro l'ordinanza del Tribunale che approvava il rendiconto del curatore di un'eredità giacente. La Corte ha chiarito che tali provvedimenti, rientrando nella volontaria giurisdizione, mancano dei requisiti di decisorietà e definitività necessari per la ricorribilità in Cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., in quanto non risolvono in modo definitivo una controversia su diritti soggettivi.
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Il Tribunale di Milano ha autorizzato una madre, in qualità di esercente la responsabilità genitoriale esclusiva, alla vendita di un'autovettura caduta in successione e di proprietà pro quota dei figli minori. La decisione si fonda sulla necessità e convenienza dell'operazione, finalizzata al pagamento dei debiti ereditari. Il decreto stabilisce precise condizioni per l'utilizzo del ricavato, a tutela del patrimonio dei minori, confermando l'importanza del controllo giudiziale nella gestione di una eredità accettata con beneficio di inventario, in particolare per la vendita beni ereditari minori.
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In un caso di recesso di un socio da una S.r.l., la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul compenso esperto. La Corte ha chiarito che gli esperti nominati dal Tribunale per la valutazione della quota sociale agiscono come ausiliari del giudice. Di conseguenza, il loro compenso non può essere auto-liquidato, ma deve essere determinato esclusivamente dal giudice che li ha nominati, secondo le tariffe giudiziali. Questa ordinanza annulla la prassi dell'autoliquidazione e riafferma la competenza giurisdizionale sulla liquidazione delle spese di stima.
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Una società ricorre in Cassazione contro un decreto che ha revocato la nomina del curatore di un'eredità giacente. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che tali decreti, rientrando nella volontaria giurisdizione, mancano dei requisiti di definitività e decisorietà necessari per l'impugnazione ai sensi dell'art. 111 della Costituzione. La decisione chiarisce la natura procedurale del provvedimento, distinguendolo dalle sentenze che definiscono diritti sostanziali.
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Il Tribunale di Sondrio autorizza i genitori di un minore alla vendita di un immobile ereditato dal nonno, accettato con beneficio di inventario. La decisione, basata sulla necessità di tutelare il patrimonio del minore, stabilisce che il ricavato della vendita immobile minore sia vincolato e reimpiegato in forme sicure, come conti correnti dedicati o titoli di Stato, con obbligo di rendicontazione al Giudice Tutelare.
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Un'Amministrazione dello Stato ha richiesto una proroga del termine per accettare un'eredità, fissato tramite actio interrogatoria, lamentando la nullità della notifica. Il Tribunale di Milano ha respinto il reclamo, chiarendo che tale procedimento rientra nella giurisdizione volontaria e non può decidere questioni contenziose, che devono essere trattate in una causa separata. La decisione sottolinea i limiti procedurali dell'actio interrogatoria, il cui unico scopo è fissare un termine per l'accettazione.
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