Un cittadino con doppia nazionalità, richiesto in estradizione dagli USA per gravi reati informatici e finanziari, si oppone alla custodia cautelare in carcere. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando che il pericolo di fuga in una procedura di estradizione può essere validamente desunto dalla gravità dei fatti contestati e dalla mancanza di un solido radicamento nel territorio italiano. La Corte ha ribadito che il ricorso avverso tali provvedimenti è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla logicità della motivazione del giudice di merito.
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