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Art. 702-quater Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

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Altri anni per Art. 702-quater Codice di Procedura Civile

Indennità di asservimento: non è come l’esproprio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 195/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di espropriazione. L'indennità di asservimento per pubblica utilità, come nel caso di un parco eolico, non può essere automaticamente equiparata all'indennità di esproprio. La Corte ha chiarito che l'asservimento costituisce una compressione minore del diritto di proprietà rispetto alla sua totale ablazione, pertanto l'indennizzo deve essere proporzionalmente inferiore. La sentenza di merito che aveva parificato le due indennità è stata cassata con rinvio per mancanza di adeguata motivazione.
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Permesso di soggiorno familiare: i requisiti alternativi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27772/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il rilascio del permesso di soggiorno familiare a favore di parenti di cittadini dell'Unione Europea. La Corte ha chiarito che i requisiti della "vivenza a carico" (dipendenza economica) e della "convivenza" sono alternativi e non cumulativi. Inoltre, la convivenza deve essere valutata con riferimento al paese di provenienza del richiedente, non in Italia. Nonostante questa importante precisazione, il ricorso del cittadino straniero è stato rigettato perché i giudici di merito avevano accertato la mancanza di prova di entrambi i requisiti.
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Riconoscimento sentenza straniera: guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato il riconoscimento di una sentenza statunitense in Italia, rigettando il ricorso di un imprenditore che lamentava vizi procedurali nel giudizio estero. La Suprema Corte ha stabilito che la partecipazione attiva del convenuto al processo straniero sana eventuali difetti di notifica iniziale e che il giudice italiano ha il potere di acquisire d'ufficio la documentazione necessaria a verificare i requisiti per il riconoscimento della sentenza straniera, rafforzando i principi di cooperazione giudiziaria internazionale.
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Onere della prova nella ripetizione di indebito: analisi
Un'associazione di farmacie ha citato in giudizio un'autorità sanitaria per la restituzione di trattenute ritenute eccessive. La Corte d'Appello, pur riconoscendo l'errata interpretazione della legge da parte dell'ente, ha respinto la domanda per mancanza di prove adeguate da parte dei richiedenti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e ribadendo il principio fondamentale secondo cui, nelle azioni di ripetizione di indebito, l'onere della prova grava interamente su chi agisce in giudizio.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i motivi di inammissibilità del ricorso per cassazione in un caso di esproprio. Il ricorso di un Comune è stato respinto perché la decisione di nominare un perito è a discrezione del giudice e il motivo di ricorso non era autosufficiente, riportando solo stralci parziali della perizia contestata. La Corte ha anche confermato che il termine per l'impugnazione è di sei mesi dalla pubblicazione.
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Contributi pubblici trasporto: quando sono esigibili?
Una società di trasporto pubblico ha citato in giudizio un'amministrazione regionale per il mancato pagamento di contributi statali. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto dell'impresa a ricevere tali contributi pubblici trasporto è subordinato all'effettiva erogazione dei fondi dallo Stato alla Regione. In assenza di prova di tale trasferimento, la domanda dell'impresa non può essere accolta. L'ordinanza chiarisce la natura condizionata di questo diritto e le dinamiche dei rapporti finanziari tra Stato, Regioni e imprese del settore.
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Appello per permesso di soggiorno: notifica o deposito?
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale nella procedura di appello per permesso di soggiorno per motivi familiari. Con l'ordinanza n. 4405/2025, ha stabilito che, quando l'appello è proposto con atto di citazione, la sua tempestività si valuta al momento della notifica all'altra parte, e non al successivo deposito in cancelleria. La Corte ha cassato la decisione del giudice d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile un gravame notificato entro i termini ma depositato successivamente, applicando in modo errato le regole previste per il ricorso.
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