La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente, confermando che per accedere alla definizione agevolata è necessario il pagamento esatto dell'importo dovuto. Un versamento anche di poco inferiore, nel caso di specie di soli 25 euro, preclude l'accesso al beneficio, poiché le norme sulla tolleranza previste per altre procedure non sono estensibili. La Corte ha inoltre respinto il ricorso principale contro l'accertamento fiscale, confermando la legittimità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate su tutti i fronti, inclusa la determinazione del ricarico e le modalità di acquisizione dei documenti.
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