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Art. 7, comma 5 bis, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

Omessa pronuncia appello: la Cassazione decide
Una società di gestione del risparmio ha impugnato un avviso di accertamento catastale che rettificava la rendita proposta tramite DOCFA. Vittoriosa in primo grado per difetto di motivazione dell'atto, la società ha visto la decisione ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza di secondo grado per omessa pronuncia appello, in quanto il giudice non aveva esaminato le questioni di merito (eccessiva valorizzazione) che la società aveva correttamente riproposto dopo che erano state assorbite dalla decisione di primo grado.
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Frode IVA: Assoluzione penale e onere della prova
Una società impugna un avviso di accertamento per frode IVA, sostenendo la propria buona fede e facendo leva su una sentenza di assoluzione penale del suo legale rappresentante per gli stessi fatti. Dopo la conferma dell'accertamento nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza. La Corte ritiene necessario un approfondimento sull'impatto delle nuove normative (art. 21-bis D.Lgs. 74/2000) che potrebbero rafforzare il valore della sentenza penale nel processo tributario, specialmente in tema di onere della prova per frode IVA.
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Frode IVA: la prova della consapevolezza del cessionario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di elettronica, confermando l'indetraibilità dell'IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. In un caso di frode IVA, l'Amministrazione Finanziaria ha fornito sufficienti elementi indiziari per dimostrare la consapevolezza della società acquirente di partecipare a un illecito. La Corte ha ritenuto che il contribuente non avesse fornito la prova contraria di aver agito con la dovuta diligenza e ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso volti a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità.
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Valore probatorio dichiarazioni terzi in accertamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21398/2024, ha stabilito un importante principio sul valore probatorio delle dichiarazioni di terzi negli accertamenti fiscali. Nel caso di un professionista, l'Agenzia delle Entrate aveva basato un accertamento sulla scoperta di una contabilità parallela e su dichiarazioni di alcuni clienti. La corte di merito aveva svalutato le dichiarazioni dei clienti non riscontrate nella contabilità parallela. La Cassazione ha ribaltato tale decisione, affermando che le dichiarazioni di terzi, pur avendo natura di elementi indiziari, non possono essere scartate a priori solo perché non trovano corrispondenza in altre prove documentali come una contabilità 'in nero'. Il giudice deve invece valutarle nel loro complesso, insieme a tutti gli altri elementi raccolti, per determinare se l'onere della prova si sposta sul contribuente.
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Decadenza accertamento IMU: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16230/2024, si è pronunciata sulla decadenza accertamento IMU. Due contribuenti avevano impugnato avvisi di accertamento per omessa denuncia IMU su immobili non accatastati per gli anni dal 2012 al 2016. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando l'accertamento per il 2012 perché notificato oltre il termine di decadenza quinquennale, chiarendo che il termine decorre dall'anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
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Notifica diretta cartella: quando è valida?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP, contestando la validità della notifica e l'esistenza del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica diretta a mezzo posta da parte dell'Agente della Riscossione è valida. Ha inoltre chiarito che, se il debito deriva da una dichiarazione fiscale, spetta al contribuente dimostrare che tale dichiarazione non conteneva somme a debito. È stata però rilevata l'invalidità della difesa dell'ente, che aveva nominato un avvocato del libero foro senza adeguata giustificazione.
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Costi infragruppo: l’onere della prova in Cassazione
La Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando che per la deducibilità dei costi infragruppo è necessario dimostrare l'utilità effettiva e documentata del servizio ricevuto. L'onere della prova grava interamente sul contribuente, che deve provare il nesso tra il costo e l'attività d'impresa, non essendo sufficiente una generica inerenza.
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Onere della prova: Cassazione su movimentazioni bancarie
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 5005/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato su movimentazioni bancarie non giustificate. La Corte ha ribadito che l'onere della prova grava sul contribuente, il quale deve fornire indicazioni concrete e documentate per superare la presunzione legale di reddito. Le giustificazioni generiche sono state ritenute insufficienti, confermando che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti del merito.
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Società a ristretta base sociale: utili ai soci?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16035/2025, ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci in una società a ristretta base sociale si applica anche quando la compagine sociale è composta da altre società e non direttamente da persone fisiche. La Corte ha chiarito che ciò che rileva è la sostanza economica e il controllo effettivo concentrato in poche mani, indipendentemente dagli schermi societari. Inoltre, ha confermato che anche i maggiori redditi derivanti da costi disconosciuti sono considerati utili extracontabili e, quindi, presuntivamente distribuiti ai soci.
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Accertamento induttivo: onere della prova e donazioni
Una contribuente giustificava somme non dichiarate come una donazione paterna per contrastare un accertamento induttivo. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che il giudice deve prima valutare la gravità, precisione e concordanza degli indizi del Fisco e solo dopo considerare la prova contraria del contribuente. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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