La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11356/2025, affronta il tema della deducibilità dei costi da reato. Il caso riguarda una società a cui l'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deduzione di costi legati a una frode in commercio. Il procedimento penale contro l'amministratore si era concluso con una sentenza di non doversi procedere per decesso dell'imputato. La Suprema Corte ha stabilito che tale tipo di pronuncia non ha efficacia vincolante nel processo tributario. Pertanto, la non deducibilità dei costi da reato sussiste e il giudice tributario deve valutare autonomamente i fatti, non essendo legato alla conclusione del processo penale.
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