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art. 68 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507

Tarsu parcheggi scoperti: la Cassazione fa il punto
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento per la Tarsu (tassa sui rifiuti) relativa a un'area scoperta adibita a parcheggio, tassata con la stessa tariffa di un garage coperto. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non ha emesso una decisione finale ma ha rinviato il caso a una pubblica udienza per risolvere due questioni fondamentali: se il giudice tributario possa disapplicare un regolamento comunale sulle categorie tariffarie e come debba essere valutata l'omogenea potenzialità di produzione di rifiuti. La questione centrale riguarda la legittimità dell'equiparazione fiscale tra parcheggi scoperti e aree coperte.
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Tassazione specchi d’acqua: la Cassazione decide
Un'Unione di Comuni ha richiesto il pagamento della TARSU a un concessionario di un pontile per ormeggi. La Cassazione, riformando la decisione precedente, ha stabilito che la tassazione degli specchi d'acqua è legittima. Ha chiarito che, in assenza di un'Autorità Portuale, la competenza per la gestione dei rifiuti e l'imposizione della tassa spetta al Comune. Inoltre, gli specchi d'acqua rientrano nella nozione di 'aree scoperte' tassabili.
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Tassa rifiuti ormeggi: quando paga il Comune?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di un'Autorità Portuale formalmente istituita, il Comune che gestisce il servizio di raccolta rifiuti ha la piena legittimità di imporre la tassa rifiuti ormeggi (TARSU). La controversia vedeva un circolo nautico opporsi al pagamento del tributo, sostenendo la carenza di potere impositivo dell'ente locale. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la competenza per la gestione dei rifiuti urbani in ambito portuale spetta all'Autorità Portuale solo ove questa sia esistente; in sua mancanza, la competenza e il relativo potere impositivo restano in capo al Comune.
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Tassazione aree parcheggio: la Cassazione decide
Una società cooperativa che gestiva un parcheggio scoperto ha contestato la sua classificazione ai fini della tassa rifiuti (Tarsu/Tari) insieme ai garage. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando la discrezionalità del Comune nel raggruppare immobili con potenziale di produzione di rifiuti simile. La sentenza sottolinea che l'onere di provare una minore produzione di rifiuti per ottenere riduzioni spetta al contribuente, consolidando i principi sulla tassazione aree parcheggio.
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Giudicato successivo e inammissibilità del ricorso
Un comune ricorre contro l'annullamento di un'ingiunzione di pagamento per la tassa sui rifiuti. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile a causa di un giudicato successivo formatosi sull'atto di accertamento presupposto, che ha rideterminato la pretesa tributaria, facendo venir meno il titolo dell'ingiunzione e l'interesse a decidere.
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Proroga Tarsu: obbligo di denuncia per le esenzioni
Una società di gestione turistica ha impugnato un avviso di accertamento TARSU, sostenendo la non applicabilità del tributo e richiedendo esenzioni per aree specifiche e una riduzione per stagionalità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della Proroga Tarsu per gli anni in questione. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le richieste di esenzione e riduzione, poiché la società non aveva presentato al Comune la necessaria denuncia iniziale o di variazione, un adempimento obbligatorio per superare la presunzione di produttività dei rifiuti.
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