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Art. 678 Codice Penale

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Detenzione abusiva di armi: la residenza non basta
Un soggetto condannato per detenzione abusiva di armi ed esplosivi rinvenuti nella sua abitazione viene assolto dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna, stabilendo che la semplice residenza anagrafica e la presenza occasionale nell'immobile non sono sufficienti a dimostrare la 'piena disponibilità' del materiale illecito, soprattutto in assenza di prove certe sulla collocazione degli oggetti e sull'identità di altri possibili coabitanti.
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Detenzione di esplosivi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6989/2025, ha confermato una condanna per detenzione di esplosivi, chiarendo la distinzione con la meno grave detenzione di 'materie esplodenti'. La Corte ha stabilito che tre bombe-carta artigianali, a causa del loro peso complessivo, del confezionamento in un fusto metallico insieme ad altre armi e del contesto generale, possedevano una concreta 'micidialità' (potenzialità lesiva), integrando così il reato più grave. Il ricorso dell'imputato è stato quindi rigettato.
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Detenzione esplodenti: quando non è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per detenzione di esplodenti, sottolineando la necessità di distinguere tra 'materie esplodenti' (come i fuochi d'artificio) ed 'esplosivi' veri e propri. Il caso riguardava la detenzione di 850 grammi di manufatti artigianali. La Corte ha stabilito che la detenzione esplodenti di tipo pirotecnico non è reato se il quantitativo di polvere non supera i 5 kg, ma il giudice di merito non aveva verificato in quale categoria rientrassero i materiali sequestrati. Il processo dovrà quindi essere riesaminato.
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