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Art. 676 Codice Penale — Sezione Quarta Penale

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Crollo colposo: condannato il gestore, assolto il tecnico
Il caso riguarda il crollo della terrazza di uno stabilimento balneare adibito a ristorante, che ha causato il ferimento di alcuni clienti. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per l'amministratrice dello stabilimento e per l'imprenditore edile che aveva eseguito lavori superficiali di ristrutturazione senza segnalare il grave deterioramento delle travi metalliche. I giudici hanno qualificato l'evento come crollo colposo, escludendo la tesi della semplice rovina di edificio, poiché il cedimento ha esposto a pericolo un numero indeterminato di persone. Al contrario, la Corte ha assolto senza rinvio il dipendente dell'ufficio tecnico del demanio che aveva redatto una relazione rassicurante anni prima: l'impiegato non rivestiva alcuna posizione di garanzia e non aveva competenze tecniche, gravando l'obbligo di manutenzione esclusivamente sul concessionario della struttura.
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Persona offesa reato: chi è nel disastro colposo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2695/2026, ha stabilito che nel reato di disastro colposo, la qualifica di persona offesa non spetta solo all'ente che rappresenta la collettività (es. il Comune), ma anche a chi subisce un danno diretto e immediato dalla condotta criminosa, come il proprietario di un appartamento danneggiato dal crollo. Questa interpretazione estende le tutele processuali, come il diritto alla notifica degli atti, anche ai singoli cittadini direttamente lesi. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato che sosteneva che l'unica persona offesa fosse l'ente pubblico, confermando l'annullamento di una precedente sentenza per omessa notifica all'occupante dell'immobile danneggiato.
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