Un soggetto condannato per nove distinti reati di diffamazione commessi in un arco temporale di sei anni chiedeva il riconoscimento del reato continuato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione. La Corte ha ribadito che per applicare l'istituto del reato continuato non è sufficiente la mera identità del tipo di reato o la vicinanza temporale, ma è necessario che il condannato provi l'esistenza di un 'medesimo disegno criminoso' iniziale, dimostrando che tutti i reati erano stati programmati sin dall'inizio.
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