Un soggetto condannato per associazione mafiosa e narcotraffico ha chiesto il riconoscimento del reato continuato tra le diverse fattispecie. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39272/2024, ha annullato la decisione del giudice dell'esecuzione che aveva negato il vincolo. Secondo la Suprema Corte, il giudice di merito non ha valutato adeguatamente i concreti legami tra il clan mafioso e l'organizzazione dedita al narcotraffico, che emergeva come una sua articolazione operativa, omettendo di indagare sull'unicità del disegno criminoso.
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