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Art. 671 Codice Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 671 Codice Penale

Continuazione tra reati: reati vicini ma piani distinti
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento della continuazione tra reati per due diverse condanne relative a episodi di rapina ed estorsione commessi a breve distanza temporale. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta perché le azioni presentavano modalità esecutive differenti e natura estemporanea. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la vicinanza temporale e la lesione del medesimo bene patrimoniale non bastano per concedere il beneficio. Il richiedente deve dimostrare l'esistenza di un piano criminoso unitario ideato fin dall'inizio. Il Condannato perde il ricorso e subisce la condanna alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Scorporo del cumulo: benefici per reati ostativi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18922/2024, ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che negava un beneficio penitenziario a un detenuto. Il detenuto scontava una pena cumulata per vari reati, tra cui uno ostativo (associazione di tipo mafioso). La Corte ha ribadito il principio dello scorporo del cumulo: la pena va virtualmente divisa e, una volta scontata la parte relativa al reato ostativo, il condannato può richiedere i benefici per la pena residua.
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Reato continuato: quando si applica? La Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per l'applicazione del reato continuato. In un caso riguardante tre condanne per reati simili, la Corte ha annullato la decisione di un giudice che aveva negato la continuazione tra due reati commessi a pochi mesi di distanza e nella stessa città, ritenendo la motivazione del diniego 'inesistente'. Ha invece confermato l'esclusione della continuazione per un terzo reato, commesso a nove anni di distanza e in un'altra città, evidenziando come il notevole lasso temporale e la diversità di luogo interrompano il 'medesimo disegno criminoso'.
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Competenza in executivis: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra la Corte d'Appello di Bari e il Tribunale di Ancona. Si stabilisce che la competenza in executivis per decidere sulla continuazione tra reati spetta al giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima al momento della presentazione dell'istanza. La Corte sottolinea l'irrilevanza di eventuali errori nel casellario giudiziale o di sentenze divenute definitive in un momento successivo, applicando il principio della 'perpetuatio jurisdictionis'.
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